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Isis, allarme armi chimiche in Gran Bretagna

Isis pianifica un attentato con armi chimiche in Gran Bretagna, come d’altronde nel resto d’Europa. L’allarme è stato lanciato dal vice-ministro alla Sicurezza interna Ben Wallace durante un’intervista rilasciata al Sunday Times. C’è grande paura e preoccupazione per nuovi e possibili attentati in Europa, dopo quelli di Berlino e Istanbul. La comunità internazionale si è dimostrata piuttosto debole nei confronti dello Stato Islamico e anche i servizi segreti di diversi Paesi occidentali stanno facendo acqua da tutte le parti, come purtroppo si è constatato anche in Germania. Le agenzie di intelligence britanniche stanno conducendo numerose esercitazioni per gestire un eventuale attacco mediante armi chimiche.

Terroristi islamici – Foto: Twitter

I vertici dell’intelligence britannica sostengono che la massima aspirazione per i terroristi dell’Isis sia quella di usare i gas impiegati già in Siria e in Iraq, anche sul suolo britannico.

“L’ambizione di Isis o Daesh è decisamente quella di compiere attacchi che causino stragi di massa – ha dichiarato il vice-ministro alla Sicurezza Ben Wallace al Sunday Times – Non hanno ostacolo morale a usare armi chimiche contro le popolazioni e, se potessero, lo farebbero in questo Paese. Il numero di vittime che potrebbe essere coinvolto sarebbe la peggior paura di tutti”.

Wallace ha inoltre sottolineato il fatto che lo smantellamento della cellula dell’Isis in Marocco è la prova che il gruppo terroristico islamico mira a commettere attacchi chimici altrove:”Le autorità marocchine hanno smantellato una cella coinvolta con armi chimiche, hanno recuperato sostanze chimiche e biologiche tossiche e una grande quantità di fertilizzante. Le sostanze avrebbero potuto essere usate per produrre esplosivi artigianali ed essere trasformate in tossine mortali”.

Ma c’è un altro grande e grosso rischio per l’Europa. Quale? Il possibile rientro nei Paesi d’origine dei Foreign Fighters nel momento in cui Mosul e le altre basi dell’organizzazione dello Stato Islamico cadranno. A tal proposito il vice-ministro inglese ha dichiarato: “La maggior preoccupazione è se Mosul collasserà e tutte le altre basi dell’Isis faranno lo stesso. Sappiamo che c’è un elevato numero di combattenti dello Stato Islamico in Siria e probabilmente loro vorranno tornare a casa”.

Il Sunday Telegraph ha lanciato un altro allarme, riportando le dichiarazioni di alti esponenti dell’agenzia britannica di controllo delle associazioni non profit sul crescente legame tra estremismo islamico e associazioni benefiche. Soltanto negli ultimi due anni la Charity Commission ha denunciato ben 630 casi di abuso a fini terroristici di attività o di associazioni benefiche, molte delle quali operanti in Siria o in altre aree ad alto rischio.