Jussie Smollett dopo l’aggressione omofoba e razzista: “Non deve essere considerato un incidente isolato”

Jussie Smollett è stato brutalmente picchiato, aggredito e insultato oltre una settimana fa in strada a Chicago da due persone che gli hanno urlato offese razziste e omofobe. Gli hanno tirato calci e pugni, gettandogli anche una sostanza chimica addosso e arrivando ad avvolgergli una corda intorno al collo.

Secondo quanto riportato dal sito Tmz, i due uomini gli avrebbero urlato “Questo è un Paese Maga (Make American Great Again)”, citando lo slogan elettorale del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.

Il 36enne attore e cantante omosessuale nonché attivista per i diritti LGBTQ è stato prontamente ricoverato al Northwestern Hospital.

Dopo la terribile e agghiacciante aggressione omofoba e razzista, l’interprete della serie tv Empire ha dichiarato che non è e non deve essere considerato un incidente isolato.

“Permettetemi di iniziare – ha dichiarato l’attore – dicendo che sto bene. Il mio corpo è forte ma la mia anima è ancora più forte. Ancora più importante, voglio dire grazie. L’amore e il sostegno che mi avete dato ha significato più di quanto non saprò mai esprimere a parole. Sto lavorando con le autorità e sono stato al 100% coerente con quanto accaduto. Nonostante le mie frustrazioni e la profonda preoccupazione per certe imprecisioni e false dichiarazioni che sono state diffuse – ha continuato -, continuo a credere che giustizia sarà fatta”.

Smollett ha poi proseguito: “Come ha affermato la mia famiglia, questi tipi di attacchi codardi stanno accadendo alle mie sorelle, ai miei fratelli e ai fratelli LGBT. Non sono e non devo essere considerato un incidente isolato. Parlerò presto o e affronterò tutti i dettagli di questo terribile incidente, ma ho bisogno di un momento per elaborarlo. Soprattutto durante i periodi di trauma e dolore, come questo, sento la responsabilità di dover diffondere amore. È tutto ciò che so. E questo non potrà mai essere cacciato via da me”.