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Juventus e ‘ndrangheta: l’inchiesta di Report scuote il mondo del calcio

Juventus e ‘ndrangheta: l’inchiesta di Report, programma di inchiesta di RaiTre curato e condotto da Sigfrido Ranucci, scuote il mondo del calcio. Durante l’ultima puntata del programma tv, si è tornati a parlare della vicenda dell’indagine Alto Piemonte che è giunta al secondo grado di giudizio e dentro la quale c’è una parte dedicata a ricostruire il tentativo delle cosche calabresi di infiltrarsi nel business del bagarinaggio e del controllo della Curva Sud dell’Allianz Stadium della Vecchia Signora.

La trasmissione di RaiTre è entrata in possesso dei documenti dell’indagine della Procura di Torino e ha raccolto altre testimonianze che, secondo i curatori della trasmissione, hanno offerto uno spaccato inquietante del rapporto tra la Juventus e le sue frange più estremiste di tifosi oltre che del sistema calcio in generale.

“Un contesto – ha spiegato il conduttore Sigfrido Ranucci – in cui la Juventus ha rischiato seriamente di essere infiltrata dalla ‘ndrangheta. Se questo non è avvenuto è perché ha degli anticorpi forti, più forti di altri”.

Né la Juventus in quanto società, né alcun suo dipendente o collaboratore è mai stato indagato, accusato, rinviato a giudizio o tanto meno condannato per quanto emerso nella parte dell’inchiesta Alto Piemonte relativa ai rapporti nelle curve dello Stadium.

I giornalisti di Report hanno intervistato un ex ultras bianconero, Bryan Herdocia detto ‘Lo Squalo’. L’uomo ha ammesso che i Drughi, un gruppo ultras della Juve, hanno continuato a fare bagarinaggio fino alla fine della scorsa stagione. «Quando ho piazzato i biglietti nel 2015 fuori dal Bernabeu – ha aggiunto Herdocia – il tipo che me li dava era nervoso perché c’era un aereo in ritardo. Andò in tilt. “Tu non sai di chi sono questi biglietti, tu non sai a chi vanno. Se non arrivano in tempo e non pagano, qui finisce male”».

Secondo quanto raccolto da Report, Raffaello Bucci, l’ex ultras della Juventus morto il 7 luglio 2016 dopo essere caduto da un viadotto a Fossano (Torino), si suicidò dopo essere stato malmenato per una questione di soldi legata al bagarinaggio dei biglietti. Secondo quanto è stato detto, i suoi interlocutori potrebbero avergli minacciato il figlio. Sulla morte di Bucci (che nel 2015 aveva cominciato a collaborare con la Juventus come supporter liason officier) la procura di Cuneo ha da tempo in corso un’inchiesta. Durante la puntata sono stati mostrate delle ricevute «tutte vincenti» di giocate al lotto (in un tabaccaio di Cuneo) e di Gratta e Vinci. In un giorno risulta che il possessore abbia vinto 2.111 euro, e 200 mila euro in quattro anni. L’autore del servizio ha spiegato che potrebbe trattarsi dell’applicazione di un «sistema brevettato dalla ‘ndrangheta» per «lavare i soldi». Placido Barresi, boss della ‘ndrangheta a Torino, già condannato all’ergastolo, ha riferito al giornalista che nella questione del bagarinaggio «mica entrano solo i Dominello, entra tutta la Calabria unita».

Dopo la puntata, il conduttore di Report Sigfrido Ranucci ha risposto ad alcune domande sulla pagina Facebook del programma: «A che titolo l’avvocato della Juve si precipita in ospedale per farsi dare il cellulare di Bucci? Lo studio legale Chiappero tutela gli interessi della Juve, Bucchi ha lavorato anche per la Juve, ma chiaramente non aveva titolo per chiedere gli affetti personali, ma forse voleva agevolare la famiglia. Noi l’abbiamo chiesto, non ci hanno dato risposta. Perché il capo-sicurezza Juve non s’è dimesso? Bisogna chiederlo alla Juve, noi non chiediamo licenziamenti di nessuno».