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La famiglia di Gheddafi chiede giustizia

Dopo alcuni giorni di silenzio sulla morte di Gheddafi, la famiglia ha deciso di chiedere giustizia  presentando una denuncia  alla Corte penale internazionale dell’Aia, per crimini di guerra.
Secondi i familiari del Rais, un elicottero della Nato avrebbe sparato contro un convoglio, sul quale sembra si trovasse  lo stesso Gheddafi, senza alcun motivo apparente, visto che il convoglio in questione non rappresentava alcun pericolo per la popolazione.
Del resto, la missione internazionale intervenuta in Libia aveva il solo compito di proteggere la popolazione dalle allora preponderanti forze del Rais, e quindi doveva colpire solo obiettivi militari che potevano rappresentare un pericolo per la popolazione.

Ma qui, sempre secondo la famiglia Gheddafi, si è andati ben oltre, e l’attacco ha alla fine portato, non alla cattura del Rais, ma alla sua sommaria esecuzione, seguita al linciaggio, come del resto i tanti filmati amatoriali diffusi dalla TV Libica hanno dimostrato.
Le polemiche sulla fine di Gheddafi restano tutt’ora vive. Secondo il  Cnt, l’ex capo di stato libico è stato ucciso durante un conflitto a fuoco, mentre invece è ormai dimostrato che si è trattata di una vera e propria esecuzione, con un colpo di pistola alla testa, sparato probabilmente dalla stessa pistola d’oro del Rais che gli insorti gli avevano sottratto al momento della cattura.
Intanto si è rifatto vico il secondogenito di Gheddafi, Saif al-Islam,  che attraverso alcuni siti internet che sostengono il vecchio regime libico, ha rassicurato innanzi tutto la famiglia sulle sue condizioni e ha poi promesso  vendetta per  la morte del padre.

La vicenda libica è ben lungi dall’essere chiusa, sia perché esistono ancora delle fazioni fedeli al Rais, sia perché l’attuale incertezza sul futuro politico del Paese, potrebbero non lasciar presagire nulla di buono.
Certo, che per il popolo libico, non ci sarebbe nulla di peggio di ritrovarsi in una condizione peggiore dal quella dalla quale sono usciti.