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Le diete fanno male, molto meglio il movimento

camminare
Ci si avvia ormai verso l’estate,  e dopo quest’ultimo colpo di coda dell’inverno, si  annunciano temperature decisamente in rialzo. E si sa, quando arriva il caldo si comincia a pensare al mare e a fare la prova costume e ci si rende conto con sgomento che non entra più, e se entra lascia debordare da tutte le parti un sacco di roba. E allora ecco che ricominciano le corse alle diete, solo che  a volte si fanno le scelte sbagliate, perché ci si fa convincere dalla dieta che l’amica propone entusiasticamente, senza considerare che potrebbe non essere indicata alle proprie condizioni fisiche.

Una di queste diete è la nota dieta Dukan, ideata da un medico francese, e che tanto successo ha fatto registrare negli ultimi anni. Si tratta di una dieta iperproteica, praticamente un  regime alimentare estremo, che non promette nulla di buono per la salute . Di questa dieta si è già parlato su queste pagine e già si è  riportato il giudizio negativo espresso dal mondo medico scientifico. Per cui, la strada migliore  per rientrare nel peso forma e il solito vecchio metodo, quello che precede impegno e sudore ma che ripaga con grandi risultati, l’attività fisica.
Non è necessario un impegno fisico particolare, in quanto basta camminare per 150 minuti alla settimana per assicurarsi un decremento ponderale del 7%.

Questi 150 minuti settimanali corrispondono a 20 minuti  o poco più di camminata al giorno  e pensare che questo sia un obiettivo difficile da perseguire vuol dire che si è pigri e che si preferiscono le scorciatoie come le diete estreme che fanno male, costi quel che costi.
Oltre tutto, camminare non è come andare in palestra che vuol dire anche un impegno economico che potrebbe rappresentare un problema e, inoltre, non richiede  di dover rispettare degli orari particolari. Basta, per chi va al lavoro con i mezzi pubblici ad esempio, fermarsi un paio di fermate prima e raggiungere il posto di lavoro a piediQuattro  passi non hanno mai fatto male a nessuno, anzi, l’esatto contrario.