Quantcast

L’Espresso inguaia la Lega di Salvini: “Milioni investiti illegalmente”. Scatta la querela

L’Espresso ha inguaiato la Lega di Matteo Salvini con un’inchiesta piuttosto scomoda e scottante in cui si chiede al Carroccio che fine abbiano fatto quei 48 milioni di euro che il tribunale di Genova vorrebbe mettere sotto sequestro.

Umberto Bossi con il suo ex fedelissimo, Matteo Salvini – Foto: Facebook

“Alcuni documenti bancari – secondo L’Espresso – aiutano a comprendere meglio che fine ha fatto la ricchezza leghista. Facendo emergere un fatto inedito: sia sotto la gestione di Roberto Maroni, sia in seguito sotto quella di Salvini, parecchi milioni sono stati investiti illegalmente. Una legge del 2012 vieta infatti ai partiti politici di scommettere i propri denari su strumenti finanziari diversi dai titoli di Stato dei Paesi dell’Unione europea. Il partito che si batte contro l’Europa serva di banche e multinazionali ha cercato di guadagnare soldi comprando le obbligazioni di alcune delle più famose banche e multinazionali”.

Il settimanale ha poi aggiunto: “In questa trama finanziaria si ritaglia un ruolo anche un’associazione finora sconosciuta. Si chiama Più voci. Una onlus come tante, ma di area leghista. Con una particolarità: è usata dalla Lega per ricevere finanziamenti dalle aziende, denari girati subito dopo a società controllate dal partito. L’associazione è stata creata da tre commercialisti fedelissimi a Salvini nell’ottobre del 2015, nel pieno del processo per truffa contro Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito. Non ha un sito web, né sembra attiva nel dibattito pubblico. Di certo, però, su quel conto corrente hanno lasciato traccia lauti bonifici. Chi ha finanziato la sconosciuta Più voci?”.

La Lega ha annunciato che querelerà il settimanale L’Espresso.