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Libero nella bufera per il titolo sui gay, Ristora ritira la pubblicità. M5S: “Valutiamo lo stop ai fondi pubblici”

Libero è finito nuovamente nella bufera per il titolo sui gay. Dopo una raffica di polemiche e critiche, Ristora ha ritirato la pubblicità. L’azienda di bevande solubili non vuole più comparire sulla testata giornalistica fondata da Vittorio Feltri dopo la prima pagina in cui viene accostato il calo del Pil e la crescita di persone che si dichiarano omosessuali. E nel sommario si legge: “Tre imprenditori su 4 fuggono dalla ricevuta elettronica e l’economia soffre. Gli unici a non sentire la crisi sono gli omosessuali: crescono in continuazione”.

In un’intervista rilasciata a Lettera43, uno dei portavoce dell’azienda Ristora ha raccontato: “Stiamo ricevendo molte critiche. Ci hanno detto che siamo conniventi, ma noi pianifichiamo e compriamo la pubblicità con programmi trimestrali e non possiamo certo conoscere i titoli in anticipo”.

Il Movimento 5 Stelle sta valutando lo stop ai fondi pubblici. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ha scritto su Instagram: “Abbiamo fatto bene o no a tagliare i fondi a giornali del genere? Scriveranno queste idiozie senza più un euro di fondi pubblici. Vito Crimi ha avviato la procedura che azzererà i finanziamenti pubblici entro i prossimi tre anni”.

Crimi ha scritto in una nota: “Provo disgusto per il titolo del giornale Libero. Un giornale che riceve soldi pubblici che prima pubblica titoli razzisti contro, poi oggi anche omofobi. Avvierò immediatamente una procedura interna per vagliare la possibilità di bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti a un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia”.

L’Arcigay ha sottolineato che il titolo di Libero “istiga all’odio e mette in correlazione cose che non c’entrano niente”. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna ha disposto la segnalazione del caso al Consiglio di disciplina competente.

Critiche durissime da destra e da sinistra a Libero. “Libero non è un quotidiano ma un foglio di propaganda che vuole alimentare i peggiori istinti e i più beceri pregiudizi”, ha detto l’ex presidente della Camera e deputata Laura Boldrini. Renata Polverini di Forza Italia ha cinguettato: “Libero varca il ponte di Einstein-Rosen e ci riporta indietro nel tempo quando essere gay significava la messa al bando o peggio. Davvero fa vendere più copie l’omofobia o la caccia al terrone?”.