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Liguria, si contano i danni

In Liguria ormai si contano i danni e si cercano i dispersi. La perturbazione che ha devastato una delle zone più belle della penisola, è passata, trasferendosi al Sud, dove fortunatamente è arrivata  con una intensità decisamente minore. La pioggia è stata una pioggia normale, abbondante certamente, ma sempre nei limiti della norma.
Le perle delle Cinque Terre, sono state quasi cancellate dalla carta geografica perché il fango ha ricoperto tutto. Ora si dovrà scavare per riportare alla luce quello che giace sotto le tonnellate di detriti trasportate dalla furia delle acque ma, dice il Sindaco di Monterosso, “noi siamo gente tosta, abituata sempre a lavorare, e dopo aver rimesso in ordine i servizi essenziali, cominceremo a riportare alla luce tutto quello che ormai è sepolto. Per la prossima stagione, saremo nuovamente la Monterosso che tutti conoscono”.

I costoni coltivati a vigneto, con i famosi muri a secco, sono precipitati e al momento non esistono più. Ma verranno nuovamente sistemati. Monterosso, sempre secondo il suo coraggioso sindaco, è abituata coltivare le coste scoscese da centinaia di anni, e saprà ricreare ciò che la furia degli elementi ha spazzato via.
Intanto è in arrivo l’esercito che darà una mano per i primi interventi che dovranno rimettere in funzione i servizi essenziali. Manca tutto: luce, acqua, gas, telefono, tutto non più funzionante ma si conta di poter rimettere tutto in funzione nel più breve tempo possibile.

Le cause della tragedia sono da imputare quasi del tutto all’eccezionale quantità di acqua che è caduta nella zona. Come lo stesso sindaco ricordava, a Monterosso non  vi sono problemi di abusivismo edilizio, così come la manutenzione degli alvei è fatta con estrema cura. Quindi nessun problema di cementificazione, come invece accade in altre zone del Paese.  Secondo il climatologo Giampiero Maracchi “ormai siamo passati da precipitazioni che scaricavano 40-60 millilitri l’ora degli anni 60-90, ai 90-200 millilitri l’ora di oggi. Si tratta di un fenomeno tropicale, detto flash food o bombe d’acqua, a cui ci dovremo abituare”.