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Loredana Lecciso, Alba Parietti e Lory Del Santo fanno guerra a Google

Loredana Lecciso, Alba Parietti e Lory Del Santo fanno guerra a Google. Dopo aver denunciato gli hater per gli insulti ricevuti sui social, la compagna di Albano Carrisi è corsa ai ripari ed è passata al contrattacco per l’utilizzo illegittimo della sua immagine, accostata a scene pornografiche. Lo stesso dicasi per le due star tv Alba Parietti e Lory Del Santo. Una class action super vip per difendere la loro reputazione e la loro identità digitale violate. Si sono rivolte all’avvocato Michele Morenghi, piacentino con studio a Milano.

Loredana Lecciso - Foto: Facebook
Loredana Lecciso – Foto: Facebook

Il legale ha già presentato un esposto alla procura di Milano, citando persino la convenzione di Budapest sul Cybercrime del 2008. Una vera e propria diffamazione compiuta mediante “inserimento nella rete telematica di frasi offensive, immagini denigratorie, anche nel caso in cui il sito web sia registrato all’estero, purché l’offesa sia percepita da più fruitori che si trovino in Italia”.

L’ex showgirl pugliese Loredana Lecciso  dichiara nell’esposto: “Premesso che non ho alcuna affinità lavorativa e personale con il sistema porno, nonostante ciò, digitando all’ interno del motore di ricerca google.it, il mio nome Loredana Lecciso-porno, appaiono indirizzi internet inenarrabili, in cui sono associata ad una filmologia (peraltro inesistente) pornografica dove vengono descritte delle mie performance sessuali con varie posizioni del mio corpo, assunte con personaggi del tutto a me sconosciuti”.

Anche Alba Parietti e Lory Del Santo hanno precisato: “Nessuna di noi ha pubblicato foto porno, nessuna ne sapeva nulla. Adesso qualcuno dovrà pagare. Queste oscenità hanno leso ripetutamente la nostra reputazione”.

Il legale delle tre vip, Michele Morenghi, ha sottolineato il fatto che non è ancora in vigore un trattato in materia di ciberspazio tra l’Italia o Ue e gli Stati Uniti per il sanzionamento di soggetti che pubblicano immagini e filmati con il server in America: “Noi, comunque, oltre all’eventuale danno economico, abbiamo chiesto il sequestro preventivo e la rimozione di tali informazioni sul web”.

Come andrà a finire? Ne sapremo qualcosa in più nei prossimi mesi!