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Lorenzo Crespi rivela: “Un gettone di presenza da Barbara D’Urso vale lo stipendio di un impiegato”

Lorenzo Crespi ha rivelato in diretta tv che un gettone di presenza da Barbara D’Urso vale lo stipendio di un impiegato. L’attore vincitore del Globo d’Oro come migliore attore assegnato dalla stampa estera nel 1998 ha confessato durante l’ultima puntata di Domenica Live: “Se anche venissi qui una volta ogni due mesi potrei pagarmi tre anni di affitto. Io vengo qui, prendo un mio gettone, il nostro gettone è piccolo, non è grande, ma è capace di gestire lo stipendio di un impiegato”. Le sue dichiarazioni hanno fatto subito il giro della Rete, scatenando un vivace dibattito sui social.

Lorenzo Crespi – Foto: Twitter

Ma la presentatrice tv partenopea Barbara D’Urso ha subito precisato, che si tratta di un rimborso spese. Non contento l’attore malato Lorenzo Crespi ha rincarato la dose: “Sì, ma se vieni qui 10 volte ci vivi”.

Durante l’ultima puntata di Domenica Live, Crespi ha parlato anche della sua malattia e di un episodio piuttosto oscuro legato alla fine della sua carriera professionale.

“Non ho paura di morire – ha detto Lorenzo – Non accetterò di vivere con la mascherina perché non potrò più respirare a causa della mia malattia, ma non sono neanche un folle perché amo Gesù Cristo e non mi toglierei la vita. Però mi chiedo il motivo per cui sto andando avanti”.

Per poi svelare: “Mi hanno tolto luce e gas perché le bollette non erano intestate a me, ma a una società di produzione collegata alla Rai che mi vuole morto e che aveva promesso di pagarle per me. Invece a dicembre mi hanno chiamato per dirmi che c’era uno sfratto esecutivo nei miei confronti, mentre venerdì scorso alle 10 di sera hanno staccato tutto e ho trovato i sigilli al contatore. Sono stato otto notti sul divano al gelo a piangere di rabbia senza sapere cosa fare. Sarà stato l’addestramento militare che ho fatto da giovane a farmi resistere, ma così ho buttato quattro anni di cure”.

Poi ha lanciato una pesantissima accusa legata al suo lavoro: “C’è un complotto contro di me. Nel 2007, mentre stavo lavorando alla fiction Gente di Mare in Calabria, ho trovato una busta con due proiettili calibro 9 indirizzati a me. Ho iniziato a vivere con il terrore, ma vi hanno nascosto tutto perché nessun giornale ne ha parlato. Andavo sul set camuffato con i carabinieri e prima di ogni mia ripresa passava l’elicottero a dieci metri di altezza per controllare. La ‘ndrangheta voleva colpire me. Allora me ne sono andato ed è stata la mia fine, perché hanno detto che ho abbandonato Gente di mare e non ho più lavorato”.