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Marco Mengoni si racconta: tra infanzia, famiglia e carriera

Marco Mengoni ha spalancato le porte del suo cuore durante un’intervista rilasciata alla rivista Sette del Corriere della Sera. Il vincitore del Festival di Sanremo 2013 con il brano L’essenziale ha raccontato alcuni aneddoti relativi alla sua carriera e alla sua vita familiare. Il vincitore di X Factor 3 ha parlato dei suoi genitori in questi termini: “Mio padre Maurizio si è sempre inventato mille lavori. Adesso fa la pasta, supplì, lasagne: ha un negozio a Ronciglione. Quando ero piccolo lavorava in una ditta di autobus da turismo, lontano da noi. Poi ho cominciato a pronunciare la parola papà e si è reso conto che doveva starci vicino. Si è licenziato e ha cominciato a fare un sacco di cose, l’ultima è la gastronomia”. La madre del giovane artista ha sempre lavorato nel negozio di abbigliamento di famiglia. “Sono figlio di due commercianti – ha spiegato re matto -, nessuno con il sangue blu. Due lavoratori, il che è un complimento”.

Marco Mengoni – Foto: Facebook

Il nonno paterno gli ha trasmesso tanti valori. “Sestilio, perché era il sesto di otto figli, abitava con noi – ha dichiarato Marco Mengoni a Sette – Aveva un caseificio, mi ha insegnato a fare la ricotta, la mozzarella, a riconoscere le lune, anche se questo me lo sono scordato, ora guardo il calendario. Coltivava l’orto e mi portava a vederlo. Non mi ha mai sgridato, non ce n’era bisogno. Se facevo qualcosa che non andava bene bastava uno sguardo, non doveva dirmi nient’altro. Sempre lui mi ha trasmesso il rispetto – ha continuato il cantante di Ronciglione -, che non è soltanto quello tra esseri umani, ma proprio l’atteggiamento da mantenere verso questa vita che ci viene data in prestito”.

Il vincitore di Sanremo 2013 è figlio unico: “Non sono dispiaciuto, mi sono preso tutto io. Ho il primato assoluto degli affetti. Per l’attaccamento familiare avevo i cugini, siamo in sei. Ma poi mio padre e mia madre erano solo miei”.

Marco Mengoni non ha parlato della sua vita privata, ma ha annunciato a sorpresa che si prenderà una pausa: “Sì, vado in aspettativa. Ho bisogno di un po’ di tempo per schiarirmi le idee, e chiarire il mio stomaco, la mia anima, il mio cervello. Voglio aspettare, ma non aspettarmi. Cioè non voglio avere aspettative. Quello che deve arrivare – ha specificato Mengoni -, arriverà. Un libro? Forse è presto, non sarei in grado di entrare nell’abisso di un’emozione e raccontarla. Lo faccio con la musica”.