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“Marilyn Manson mi ha sputato addosso saliva e muco”, l’attacco della videomaker. Il Reverendo respinge le accuse

Marilyn Manson mi ha sputato addosso saliva e muco”, l’attacco della videomaker per fatti risalenti al 2019 durante un concerto tenuto due anni fa a Gilford, nel New Hampshire, al quale lei stava lavorando. Un mandato di arresto nei confronti del Reverendo, legato alla denuncia, è stato emesso lo scorso maggio. Il Reverendo ha sempre respinto le accuse, dichiarandosi innocente.

L’avvocato del celebre e chiacchieratissimo frontman della band omonima, della quale è fondatore e unico membro stabile, Brian Warner, ha sempre definito le accuse ridicole: “Chi frequenta i suoi concerti lo sa: sul palco ama provocare, specialmente se davanti a sé ha delle telecamere”.

Manson, voluto da Kanye West, non senza polemiche, tra gli ospiti del suo nuovo album “Donda”, ha definito le accuse come un “complotto” contro di lui.

Inoltre Marilyn Manson è stato accusato di abusi fisici, psicologici e verbali dalla modella Ashley Morgan Smithline. Brian Warner (vero nome di Manson) avrebbe contattato per la prima volta la modella nell’estate del 2010 dicendole di volerla scritturare per un film. Secondo la donna, il cantante si sarebbe poi infatuato di lei portandola a Los Angeles affinché recitasse nel remake di True Romance. Arrivata in città, le avrebbe chiesto di trasferirsi a vivere da lui.

Manson faceva sfuriate di fronte ai membri della band e insisteva affinché la donna si vestisse e truccasse in un certo modo. La relazione consensuale avrebbe preso un’altra piega. Un giorno la donna si era svegliata con polsi e caviglie legate, mentre, Manson la stava penetrando. Quando gli aveva detto di fermarsi, lui aveva risposto di «chiudere quella ca**o di bocca» e di «stare buona». In quell’occasione Manson le avrebbe causato lesioni alla vagina. «Mi ripeteva: “Non puoi violentare qualcuno di cui sei innamorato”», ha detto nell’intervista a People.

In seguito Manson l’avrebbe di nuovo aggredita portandola con la forza sul letto e mettendole un cuscino sopra la testa contro la sua volontà. Le avrebbe provocato tagli sulla spalla e sul braccio con un coltello risalente all’epoca dei nazisti. In un’altra occasione, Smithline aveva detto di essere stata marchiata con le iniziali “MM” su una coscia.

Il cantante l’avrebbe anche morsa, cercato di soffocarla, lanciato addosso un coltello mancando di poco il viso. L’avrebbe frustata più volte per poi postare su Internet foto dei segni sul corpo di lei. Gli abusi sarebbero durati mesi. I due si sarebbero frequentati fino al gennaio 2013. Quando lei gli diceva che voleva lasciarlo, lui la minacciava di morte: l’avrebbe “trovata” e “uccisa se l’avesse lasciato”.

«Neghiamo con forza le affermazioni della signora Smithline», ha detto un rappresentante di Marilyn Manson a Rolling Stone. «Dice talmente tante falsità che non sapremmo da dove cominciare a rispondere. Il rapporto fra i due, nella fase in cui può essere definito tale, è durato meno di una settimana nel 2010. Da allora Manson non ha più visto la signora Smithline».

Di recente Wednesday 13 aveva preso le difese del Reverendo Marilyn Manson, accusato di molestie sessuali dalle sue ex fidanzate, tra cui la bellissima e bravissima attrice Evan Rachel Wood. In precedenza anche l’ex moglie di Marilyn Manson, Dita von Teese, e il 73enne cantante e attore statunitense, tra i personaggi più controversi e discussi nella storia del rock, Alice Cooper avevano preso le difese di Brian Hugh Warner.