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Mark Foster fa coming out: “Sono gay, per anni ho raccontato mezze verità”

Mark Foster all’età di 47 anni ha fatto coming out al tabloid The Guardian, rivelando di essere gay. Ha dichiarato che è arrivato il momento di uscire allo scoperto. Il campione britannico (8 volte record mondiale nei 50 sl e 50 farfalla) ha spiegato che la sua famiglia e i suoi amici più cari l’hanno sempre saputo.

Mark Foster – Foto: Facebook

L’ex nuotatore e commentatore sportivo ha scoperto di essere gay a 17 anni, ma lo ha accettato solo quattro anni più tardi, quando si è innamorato del suo primo partner e così lo ha raccontato a familiari ed amici.

“Non volevo essere costretto a fare coming out – ha raccontato al Guardian il 47enne ex nuotatore britannico – e così ho schivato la questione per tanto tempo, andandoci in punta di piedi e diventando un maestro nel raccontare delle mezze verità, per paura di diventare vulnerabile ed essere ferito. Ma adesso che sono un uomo di mezza età e non sto più gareggiando – ha continuato – ho capito che è arrivato il momento di uscire allo scoperto. Avrei voluto farlo quando ho incontrato il mio primo partner a 21 anni, ma non ero pronto e avrei avuto il terrore di essere giudicato. E poi non sono certo il primo sportivo gay ad ammettere di essere omosessuale, Gareth Thomas e Tom Daley hanno aperto la strada”.

Foster ha poi aggiunto: “All’Olimpiade del 2016 parlarono di una relazione fra me e Rebecca (Adlington, ndr) perché lei mi stringeva la gamba sotto al tavolo durante le gare quando eravano commentatori per la BBC – ha continuato l’ex nuotatore, che oggi lavora anche come modello e motivatore – ma lei sa che sono gay e conosce anche il mio compagno. Quello era semplicemente un gesto che avevamo concordato quando lei non voleva rispondere alle domande e lo facevo io, ma ci hanno montato tutta una storia sopra, anche se sarebbe bastato che dicessi ‘non siate stupidi, sono gay’ per far finire tutto”.

Mark Foster è andato da un terapeuta: “É stata dura, ma ho scoperto che potevo dirgli la verità, perché non lo conoscevo davvero e non mi avrebbe giudicato. Avevo bisogno di guardarmi dentro e di capire me stesso anche se in genere non mi piace pensare ma agire. Ho vissuto una vita apertamente gay coi miei amici e la mia famiglia, ma l’ho sempre tenuto nascosto come nuotatore. Un mio collega australiano una volta mi disse: ‘Il motivo per cui non hai mai vinto una medaglia olimpica è che hai sempre avuto paura dei riflettori e che non volevi mostrare il vero te’. Non so se questo sia vero, ma quando hai passato tutta la tua vita a nasconderti – ha detto -, questo alla lunga può aver avuto un peso. Ho perso gare e infranto record mondiali, non dico che avrei vinto una medaglia olimpica, ma forse, se non avessi elaborato inconsciamente tutte queste cose, avrei ottenuto di più”.

Congratulazioni Foster!