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Massimo Giletti e il destino

2010 Convivio

Il conduttore del programma di RaiUno L’Arena, Massimo Giletti racconta di credere pienamente nel destino, un qualcosa che ha sempre segnato, nel bene e nel male, la sua vita “Ogni volta che dovevo fare un esame a Legge a Torino facevo sempre una strada precisa” ha spiegato in un’intervista “le prime volte ha sempre funzionato, perché cambiare. Al terzo anno, dopo una ventina di esami, mi son detto ‘Sei proprio un cretino’. Ho deciso che quel giorno avrei cambiato strada. E’ l’unica volta che ho preso 18” ha svelato.

“L’argomento della mia tesi di laurea riguardava la situazione degli operai inglesi nel periodo del governo Thatcher.” ha spiegato Giletti nell’intervista “Per questo motivo dovetti trasferirmi in Inghilterra. Arrivai all’Università e incontrai per caso una persona in corridoio con la quale iniziai a conversare.” ha raccontato “Parlando venne a sapere che ero italiano e il motivo per cui mi trovavo lì e mi offrì un posto da ricercatore presso l’Università perché stava appunto cercando un collaboratore in quel periodo. L’anno dopo vinsi addirittura una borsa di studio per Rio de Janeiro e ovviamente mi divertii moltissimo… e pensare che iniziò tutto per un incontro fortuito!”

Massimo Giletti ha poi raccontato come è iniziata la sua carriera giornalistica, sempre nel segno del destino “Dopo la laurea mi ritrovai nella situazione di dovermi per forza cercare un lavoro.” ha rivelato “Feci domanda per un posto presso una ditta di Cardiff (tutto l’opposto di Rio: un freddo tremendo e un clima tremendo) perché Minoli con il quale volevo lavorare a tutti i costi riceveva un mese sì e uno no. Ovviamente, all’epoca non potevo sapere che lui faceva così per mettermi alla prova, voleva vedere se ci credevo davvero. Comunque, fatto sta che la lettera d’accettazione per Cardiff arrivò a casa dei miei a Torino in un giorno in cui non c’ero. Il giorno dopo mi arrivò un telefonata da parte di Minoli in cui mi diceva che si era convinto e mi avrebbe preso con lui. Quando ho ritrovato la lettera qualche tempo dopo sono rimasto sbalordito nel leggere la data: se quel giorno fossi stato a casa la mia vita avrebbe preso una piega completamente diversa”