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Max Biaggi e la sua fidanzata Francesca Semenza: “La nostra famiglia allargata funziona”

Max Biaggi è davvero felice ed entusiasta della sua bellissima storia d’amore con la fidanzata Francesca Semenza. Il 50enne pilota motociclistico e dirigente sportivo romano ha parlato della sua liaison e della sua vita professionale durante un’intervista concessa al Corriere della Sera. Che idea si sono fatti i suoi due figli, Ines, dodici anni e Leon, undici, del papà?

Max Biaggi e Francesca Semenza – Foto: Dagospia.com

«Delle moto non sanno granché – ha spiegato Max -, non seguono le gare. Hanno altri interessi, anche se inevitabilmente qualche amico o un insegnante domandano, vogliono una foto, un piccolo cimelio, cose del genere. Penso di essere un padre premuroso, anche se sono in viaggio spesso per lavoro riesco a stare con loro 10 o 12 giorni ogni mese, grazie anche all’ottimo rapporto che ho con la loro mamma, Eleonora (Pedron, ndr). Ho rinunciato a babysitter e assistenti, preferisco fare da solo, pur non sapendo bene come, talvolta. Ho imparato. Cucino, li assisto nei compiti, li sistemo prima di uscire, sono convinto che questo modo di stare insieme migliori la qualità del rapporto. E produce gioia da condividere».

Anche Francesca Semenza ha un figlio, Leon, nato da una precedente relazione d’amore. Come funziona la loro famiglia vip allargata? «Beh – ha detto uno dei piloti più vittoriosi della sua generazione che è stato quattro volte campione del mondo nella classe 250 e due volte campione mondiale Superbike -, funziona. Facciamo del nostro meglio. Anche se con i bambini non ci incontriamo quasi mai, io vivo a Montecarlo, lei a Milano».

Biaggi ha chiuso la carriera agonistica alla fine del 2012 dopo 21 stagioni di gare, tra Motomondiale e Superbike. Non ha nessun rimpianto? «Nessuno – ha sottolineato Max -. È stato bello e appassionante sempre. Al termine del 2005 non ero del tutto convinto di passare alla Superbike, mi presi un anno di tempo rinunciando a due proposte molto vantaggiose sia per restare in MotoGp con il team Ducati Pramac, sia per passare subito in Superbike con Honda. È che desideravo mantenere un livello alto, restare protagonista, e una parte di me stesso chiedeva una pausa prima di ricominciare a correre. Fu una buona scelta, vinsi due mondiali una volta tornato in pista».