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Moda fiorentina, la CNA lancia l’allarme: “Mancano talenti e tecnologie”

Moda fiorentina, la CNA ha lanciato l’allarme sulla mancanza di talenti, mercati e tecnologie dopo aver condotto un’indagine statistica. I risultati dell’Osservatorio sul sistema moda di Firenze hanno attestato che il territorio si conferma centrato su pelletteria e abbigliamento (il 62% del campione opera nel primo settore che costituisce il principale polo mondiale dell’alta qualità, il 24% nel secondo), con il calzaturiero in posizione più defilata (8% del campione).

Modella magra – Foto: Pixabay.com

Le imprese fiorentine hanno denunciato il reperimento di “talenti per il futuro”: professionalità artigiane della produzione che oggi scarseggiano tra i giovani, come macchinisti, modellisti, addetti al montaggio borse da banco, sarti addetti ai macchinari di tintura. Seguono, tra i bisogni del settore, la formazione (13%), gli incentivi per macchinari ad alto impatto innovativo e all’avanguardia per sviluppare l’industria 4.0 (17%), maggiori bandi di finanziamento per l’internazionalizzazione (4%) e la possibilità di partecipare e organizzare mostre e fiere (10%).

“Emerge con chiarezza come lo sviluppo del comparto sia condizionato da due fattori, al momento carenti – ha commentato Franco Vichi, direttore generale di CNA Firenze – i talenti del futuro e le tecnologie del futuro. Da una parte la ricerca ‘disperata’ di giovani disposti non tanto e non solo ad imparare, ma a rimanere e crescere all’interno delle attività, dall’altra la necessità di adottare immediatamente le nuove tecnologie a disposizione: la bassa digitalizzazione di queste imprese è infatti un fattore che abbatte enorme la loro competitività”.

Simona Innocenti, Presidente CNA Federmoda Pelle Firenze ha aggiunto: “A questi si aggiunge un terzo elemento che da sempre costituisce la base per ogni crescita imprenditoriale: i mercati del futuro, da ‘scovare’ ed affiancare all’attuale mercato di riferimento, quello delle griffe. Un modo sia per sostenere la crescita, sia per garantire la diversificazione del rischio di mercato”.