Quantcast

Morte Fabrizio Frizzi: il post social durissimo di Pupo contro alcuni dirigenti Rai

Morte Fabrizio Frizzi: il post social durissimo di Pupo contro alcuni dirigenti Rai sta facendo molto parlare sul web. Che cosa ha scritto il 62enne cantautore, paroliere e conduttore televisivo italiano Enzo Ghinazzi sui social?

Pupo – Foto: Facebook

“Soltanto due anni fa – ha esordito Pupo sui suoi profili social – eravamo insieme qua, alle cascate del Niagara. Abbiamo condiviso momenti professionali meravigliosi ed altri, privati, in cui mi raccontavi le tue sofferenze e le angosce che gli ipocriti che oggi ti rimpiangono, ti avevano causato. Non ho parole fratello”.

La scomparsa di un grandissimo signore dello spettacolo italiano ha gettato nello sconforto parenti, amici, personaggi famosi e fan. In questo momento di dolore, Pupo ha voluto dire tutta la verità su quei dirigenti Rai che oggi piangono la morte di Fabrizio Frizzi: “Mi dà fastidio l’ipocrisia. Non delle persone comuni – ha precisato Pupo al Corriere della Sera -, che si commuovono davvero e provano sincere emozioni. Ma quella di certa dirigenza Rai, che se ne frega dei rapporti umani, è cinica, ti sta vicino solo quando gli servi perché hai successo. In Rai ci sono persone che hanno fatto dannare Fabrizio, che soffriva per le ingiustizie subite, pativa le ritorsioni, doveva ingoiare rospi. E io penso anche che certe angosce influiscano anche sulla salute”.

Perché si è sfogato? “Anche se oggi non lo dice nessuno – ha precisato Pupo -, io penso che sia giusto ricordarlo, così magari in futuro ci sarà qualcuno che eviterà di parlare. Non ho problemi a dire che in Rai c’è gente che si dovrebbe vergognare, e non mi riferisco ai colleghi”.

Poi ha speso parole dolcissime nei confronti del grande e amatissimo conduttore tv di mamma Rai: “Ci conoscevamo da sempre, quando lui iniziava a fare tv, io iniziavo a fare musica. Poi in quarant’anni ci siamo incrociati tantissime volte, abbiamo fatto tante cose insieme, abbiamo passato tanto tempo insieme. Abbiamo fatto anche molti spettacoli per gli italiani all’estero, io cantavo e lui conduceva. A volte invertivamo anche i ruoli […] Era rispettoso, molto corretto, sempre leale. Era forte ma fragile, ho il dolce ricordo di una persona perbene […]”.