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Mostra del cinema di Venezia 2018, Ilaria Cucchi dedica il film sul fratello Stefano a Matteo Salvini

Mostra del cinema di Venezia 2018, Ilaria Cucchi ha dedicato il film sul fratello Stefano al ministro dell’Interno dell’attuale Governo Matteo Salvini. A margine della presentazione al Lido del film Sulla mia pelle che racconta gli ultimi sette giorni della vita di Stefano Cucchi morto per le percosse ricevute dopo il suo arresto, Ilaria ha lanciato un messaggio forte al leader della Lega.

«Dedico il film su mio fratello Stefano al ministro Matteo Salvini – ha dichiarato Ilaria ai giornalisti – Chiedo a lui un incontro pubblico che non accetterà mai perché in campagna elettorale ha affermato che gli faccio schifo. Dopo aver visto il film e rivissuto quello che Stefano ha subito, non posso dimenticare quando Salvini ha detto che una eventuale legge sulla tortura avrebbe legato le mani alle forze dell’ordine e che in caso di fermo qualche sberla ci sta e se qualcuno si fa male pazienza. Una frase del genere detta dal ministro degli Interni è inaccettabile».

Il ministro dell’Interno ha prontamente replicato: «Continuerò a difendere la possibilità di lavorare in piena sicurezza alle forze dell’ordine. Se pochi, pochissimi hanno sbagliato vestendo la divisa vanno puniti, anche più degli altri, ma difendo la possibilità di lavorare in sicurezza alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, che vanno aiutati ma non ostacolati. Detto questo – ha concluso – sono disposto a incontrare i familiari per spiegare cosa stiamo facendo, in privato e non per strada».

La famiglia Cucchi si è detta disponibile a incontrare il ministro Salvini. «Condivido assolutamente il fatto che le forze dell’ordine debbano poter operare nel regime di massima sicurezza e tutela – ha spiegato Ilaria Cucchi – Non credo che una legge efficace che punisca il reato di tortura possa metterle a repentaglio. Apprezzo il fatto che il ministro riconosca che chi sbaglia indossando la divisa, come ritengo sia accaduto a mio fratello e come sono certa dimostrerà il processo in corso, meriti una punizione più severa. Raccolgo volentieri la disponibilità del ministro per un incontro».