Calcutta spiega il significato del suo nuovo album Evergreen

Calcutta ha spiegato il significato del suo nuovo album Evergreen, che giunge tre anni dopo il l fortunatissimo Mainstream, al sito xl.repubblica.it. Il 29enne cantautore di Latina non ha duettato con nessuno. Perché?

Calcutta – Foto: Facebook

«Nell’album c’è solo la Michielin che canta i cori di due brani, Kiwi e Hübner, ma non ha voluto neanche farsi mettere nei crediti – ha detto Calcutta – Mi trovo bene con lei. È una voce diversa da tutte le altre, non somiglia a nessuno. Le voci mi ricordano sempre qualcosa, lei no. E poi mi sembra una bella artista, è forte».

L’artista ha poi illustrato i brani del suo ultimo lavoro. «È brutto fare un disco con i pezzi tutti diversi, no? Evergreen l’ho tirato fuori quando ho capito che ne avevo abbastanza che stavano bene insieme – ha spiegato Calcutta a xl.repubblica.it – Ce ne sono anche di vecchi. Saliva ad esempio, infatti era già su YouTube. Poi girava un vecchio video in cui parlavo di un brano che non riuscivo a finire. Era Kiwi, alla fine ci sono riuscito. Briciole poi doveva essere in Mainstream. Rai invece è nata per ridere dopo la mia partecipazione a Quelli che il calcio. È una canzone quasi… Mediaset. Sembra la sigla di un programma brutto. Le composizioni del maestro Martelli – ha continuato -, tipo Ok il prezzo è giusto. Quasi estrema. Alla fine non sono un musicista, mi sono ritrovato a farlo, ma mi sono dovuto rimboccare le maniche, tanta gente diceva che non sapevo fare niente, due accordi e basta. Volevo un po’ rispondere con questo album. Volevo tirare un sassolino alla nuca a quello che diceva che non sapevo suonare. Ma poi questi neanche esistono, sono nella mia testa. È per dire: se a voi piace anche la musica così, la sappiamo fare. Alla fine la canzone mi piace, è quel brutto che attrae. Mi piace in senso fetish. Poi c’è Nuda nudissima – ha aggiunto – che è un po’ un reportage della fine del tour. La vita dissoluta, gli incontri, i riferimenti sessuali. Cito Raffaella Carrà come figura retorica. È come dire… un’immagine. Come quando si dice un Marcantonio».