Emis Killa descrive il suo nuovo album Supereroe

Emis Killa ha descritto il suo nuovo album Supereroe durante una recente conferenza stampa. Il disco è disponibile dal 12 ottobre nei negozi di dischi e nelle piattaforme online. Il suo quarto album è stato anticipato nei mesi scorsi dal singolo Rollercoaster.

Emis Killa ha spiegato com’è nato questo nuovo album: “Supereroe è un progetto diverso dagli altri, ho deciso di declinarlo in altre forme d’arte, di cui sono appassionato.
C’è il video teaser con Giacomo Ferrara, un mini fumetto con i disegni di Alessandro Vitti (Marvel, DC Comics) con le rime e i dialoghi scritti da me. Il concept? Sono un eroe si, ma un eroe di una storia vera. Si tratta di un disco vario che vanta tante collaborazioni, fra cui quella di 6ix9ine, rapper di fama internazionale, ma anche Carl Brave, uno dei nomi di punta del momento”.

Il rapper si è poi soffermato sul concetto di supereroe: “L’idea mi è venuta in seguito ad un programma che ho fatto con Niccolò Agliardi in cui si raccontavano delle storie in musica. A me era capitata ala storia di un soldato, una storia eroica. Anche se non lo conoscevo, mi sono chiesto: ‘Chissà come lo vede la gente?’. Ho pensato sì, in effetti è un eroe, ce ne sono tanti di eroi, ogni giorno, dappertutto. Spesso sui miei direct IG mi trovo ragazzi e ragazze, anche adulti, che mi parlano delle loro storie difficili, anche loro combattono una battaglia e sono eroi a loro modo”.

Uno dei suoi brani del nuovo disco è dedicato al presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump. Ha voluto lanciare un messaggio politico? “Cerco di non influenzare nessuno dal punto di vista politico – ha precisato Emis – Preferisco tenermi per me. Ultimamente sì, ci sono dei modelli di leader che un po’ mi spaventano, sono troppo aggressivi. Il politico ideale ha una responsabilità – ha detto Killa -, non si può approcciare agli altri come stesse chiacchierando al bar. Donald Trump in realtà lo uso come una metafora per parlare di noi rapper. In molti ci stanno alzando muri contro, è come se fossimo gli immigrati della musica“.