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Niccolò Bettarini aggredito: “I miei genitori sono stati malissimo”

Niccolò Bettarini ha raccontato quei momenti terribili vissuti domenica 2 luglio a Milano durante un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Il primogenito dell’ex conduttrice dell’Isola dei famosi e dell’ex calciatore della Sampdoria Stefano Bettarini è stato aggreddito con 11 coltellate da un branco italo-albanese all’esterno della discoteca milanese Old Fashion.

Niccolò Bettarini è stato ferito con un punteruolo al tronco, all’addome e a una mano nei pressi di un chiosco notturno di panini e bibite. Dopo la violenta aggressione scatenata per motivi futili, Niccolò è stato soccorso in viale Alemagna e portato in codice rosso al Niguarda, dov’è stato operato alla mano.

Per la brutale aggressione nei confronti di Niccolò Bettarini sono stati fermati con l’accusa di tentato omicidio quattro ragazzi: due italiani di 24 e 29 anni e altrettanti albanesi di 23 e 29 anni.

Niccolò Bettarini racconta la violenta e brutale aggressione subita

“Al momento di uscire, era quasi mattina, ho notato con la coda dell’occhio le solite baruffe – ha raccontato il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini a La Gazzetta dello Sport -, routine tipiche della movida milanese all’uscita dei locali. Era ora di rientrare a casa ma dall’altra parte della strada la mia amica Zoe ha iniziato a chiamarmi urlandomi che stavano picchiando il nostro amico Andrea. Tre ragazzi lo accerchiavano e così mi sono buttato su di loro per difenderlo. Da lì è iniziato il finimondo. Sono arrivati altri ragazzi – ha proseguito -, mi hanno aggredito. Ho sentito che mi avevano riconosciuto e volevano ammazzarmi perché sapevano chi fossi. Erano dieci. Ho tentato di difendermi e parare i loro colpi. Mi ricordo di essere caduto a terra e Zoe si è buttata sopra di me per proteggermi da quella furia di violenza. Non si sono fermati – ha proseguito -, l’hanno riempita di calci. Volevano la mia vita, era chiarissimo. Sono tutte persone che hanno un passato di crimini e risse. Mentirei se ora dicessi che quel gesto avventato che poteva costarmi la vita me lo potevo anche evitare. Lo rifarei ancora e ancora. Darei la vita per i miei amici”.

I suoi genitori hanno passato ore terribili e difficili. “Più delle parole ho sentito un pianto liberatorio di mia madre… e più che il dolore ho sentito il sollievo, la gioia di parlarmi prevaleva sul resto. So che ha passato delle ore terribili, è stata malissimo, e questo mi strazia. Mio padre non si era mai fatto vedere piangere in tutta la nostra vita insieme. Appena è entrato in ospedale non è riuscito a trattenere le lacrime”.