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Nuvola di Fuksas choc: chiesto risarcimento all’architetto per doppio incarico

Nuvola di Fuksas uguale bellezza architettonica, futuro, post-modernità. Nuvola di Fuksas uguale 18 anni di progetti, costruzione, passaggi di mano tra varie amministrazioni comunali, investimenti e, soprattutto, incognite. Un’opera senza fine, terminata nel 2016 con una grande inaugurazione e tantissime strette di mano. “Eccezionale e imponente” la descriveva la sindaca Raggi quel giorno.

Massimiliano Fuksas avrebbe raddoppiato i suoi profitti

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L’ultima grana, solo quella più attuale in realtà, è legata a Massimiliano Fuksas: l’architetto-star, che ha progettato i lavori, si sarebbe infatti ritagliato uno spazio per ulteriori profitti raddoppiando il proprio incarico.

Già direttore dei lavori ha svolto anche l’incarico di supervisore artistico dell’opera, una funzione di puro controllo su materiali e rifiniture della costruzione, già implicita nella funzione apicale. Viene contestato adesso un danno di 1,7 milioni di euro complessivi. Il risultato, secondo i magistrati contabili, è stato uno sperpero di circa tre milioni e cinquecentomila euro in più. Perché l’architetto era stato pagato ovviamente sia come direttore dei lavori che come direttore artistico.

La Corte dei Conti chiede il risarcimento a Fuksas

Una duplicazione degli incarichi che avrebbe inciso sui costi della Nuvola, già costata la spaziale cifra di 352 milioni di euro. Adesso la Procura regionale della Corte dei Conti denuncia la miope attività di controllo di Eur Spa e chiama l’architetto Fuksas a restituire la cifra.

I contorni della vicenda appaiono paradossali. È l’Italia bellezza, quella delle opere senza fine, corredate da incognite paradossali ed incredibili, dei profitti raddoppiati e dei lavori mai finiti. La grande bellezza, una storia tutta italiana. La nuvola di Fuksas proprio non s’ha da fare.