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Padre Antonio Zanotti di Oasi 7 nella bufera: il racconto shock di un giovane straniero

Padre Antonio Zanotti della comunità Oasi 7 nella bufera: un giovane straniero ha raccontato agli inquirenti di essere stato costretto a diventare l’amante del frate cappuccino, di essere stato minacciato e infine picchiato quando aveva deciso di scappare proprio per sottrarsi a un’esperienza terribile per cui ha “anche tentato di togliermi la vita”.

Padre Antonio Zanotti – Foto: Facebook

L’ennesimo scandalo di abusi e violenze sessuali contro minori e giovani da parte di religiosi scuote il Vaticano.

Padre Antonio Zanotti nella bufera: la testimonianza choc del ragazzo

Il giovane straniero ha un passato complicato. Arrivato in Italia a 6 anni, quando ne ha 10 i genitori adottivi l’hanno mandato in collegio «perché mi consideravano un bambino complicato». Comincia il peregrinare in vari istituti e nel 2014 è entrato all’Oasi 7. «Nei primi mesi — ha raccontato il ragazzo nella denuncia — mi sentii accolto dal frate e dalla comunità, ma notai subito l’eccessivo lusso nel quale era abituato a vivere padre Zanotti, molto lontano dai costumi francescani. Per circa un anno svolsi attività lavorativa in cambio di solo vitto e alloggio, nonostante padre Zanotti mi avesse promesso una assunzione regolare in tempi brevi presso la cooperativa “Rinnovamento” di Antegnate in provincia di Bergamo. Dopo circa 3 mesi dal mio ingresso all’“Oasi 7” il frate cominciò ad approcciarmi sessualmente – ha aggiunto -, prima con abbracci, poi dopo avermi invitato a bere nella sua stanza. Nonostante non fosse mio desiderio avere rapporti sessuali con il frate, non riuscivo a oppormi. Padre Zanotti cominciò a farmi dei regali costosi, qualunque cosa chiedessi me la acquistava. Se accondiscendevo alle sue richieste, mi faceva trovare dei soldi».

«Mi minacciava che senza di lui e la sua bontà avrei passato la mia vita in mezzo alla strada insieme ai disperati». Dopo un anno il ragazzo è andato via: «Me ne andai senza niente e senza un soldo e vissi senza un tetto sulla testa per qualche tempo. Quasi un anno dopo, rassicurato da padre Zanotti che le cose sarebbero cambiate e che avrei avuto un alloggio tutto mio dove poter vivere tranquillo insieme a uno stipendio vero, decisi di tornare. In effetti, come mi era stato promesso, ebbi assegnato un alloggio che contribuii a rifinire con le mie prestazioni lavorative, ma fu l’inizio della fine. Padre Zanotti divenne ancora più possessivo e geloso nei miei confronti».

«Mi costrinse a prendere del Viagra. Mi diceva sempre: “Ci vogliono i soldi, caro mio, io ne ho tanti e tu non hai niente” – ha proseguito il giovanissimo – Il degrado umano nel quale mi aveva gettato padre Zanotti fu tale che nel marzo del 2018 fui costretto, per non impazzire, ad andare a lavorare fuori dalla struttura. Due mesi fa, a causa degli ultimi gravi abusi subiti, sempre nelle stesse modalità delle minacce miste a lusinghe e ricatti, trovai la forza di andarmene definitivamente, preferendo vivere per strada piuttosto che vivere l’annullamento della mia persona. A seguito di ciò sono stato aggredito, picchiato e minacciato. Mi trovavo nella stazione di Bergamo quando due albanesi che conoscevo – ha asserito -, perché residenti nella comunità di padre Zanotti, mi hanno circondato e riempito di pugni e schiaffi, lasciandomi a terra sanguinante, non prima di avermi detto: “Non tornare più là dentro e vedi di stare molto lontano da qui”. Adesso vivo in un luogo protetto, ma ho paura che possa accadermi qualcosa di brutto».

Padre Antonio Zanotti di Oasi 7 nella bufera: le richieste dell’avvocata del giovane straniero

La sua avvocata, Laura Sgrò, ha deciso di chiedere aiuto ai vertici della Santa Sede e alla magistratura. Un invito piuttosto esplicito alle gerarchie ecclesiastiche: «Occorre erogare misure cautelari urgenti nei confronti di padre Zanotti e ridurlo allo stato laicale». Anche ai magistrati, ha spiegato Sgrò «abbiamo chiesto un intervento urgente, soprattutto tenendo conto che nella comunità sono ospitati numerosi giovani in difficoltà che devono essere protetti. E perché vogliamo sapere da dove provengono tutti i soldi che padre Zanotti ha a disposizione e come mai finora non gli è stato chiesto conto del loro utilizzo».

I filmini e le foto hard sono già stati depositati in Vaticano e alla Procura di Roma, insieme a una denuncia per violenza sessuale. Altri due giovani hanno già depositato presso lo studio Bernardini De Pace la propria testimonianza e sono pronti a parlare con i pm e con le autorità ecclesiastiche.

Padre Antonio Zanotti di Oasi 7 nella bufera: la presa di distanza dei Frati Minori Cappuccini

La Curia provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Lombardia ha diramato una nota sullo scandalo che ha travolto Padre Antonio Zanotti, carismatico fondatore della cooperativa Rinnovamento: «In attesa degli esiti delle indagini vogliamo esprimere la vicinanza alle persone coinvolte nella vicenda, mentre da parte nostra assicuriamo che sono già state avviate le procedure canoniche richieste in questi casi».