Quantcast

Paola Barale indignata e offesa sui social dopo una sentenza

Paola Barale è davvero indignata e offesa. La showgirl si è sfogata sui social dopo una sentenza, poiché non si sente tutelata come essere umano e come donna.

L’ex valletta del programma La ruota della fortuna ha ricordato ai follower la triste vicenda: “Non so se ve lo ricordate, ma l’anno scorso sono stata paparazzata a casa mia a seno nudo, in un mio momento privato e non in topless, e per quanto mi riguarda c’è una bella differenza. A casa mia, ad Ibiza ,che si trova in un comprensorio privato, (dove per entrare devi superare una guardiola con una sicurezza) appena sveglia la mattina…”.

L’ex sosia vip di Madonna, Paola Barale, ha poi continuato: “Per la terza volta è arrivata l’umiliazione (era già stata chiesta l’archiviazione, ho fatto appello e poi la bella notizia) perché secondo la legge italiana o meglio a detta delle 2 giudici donne che hanno seguito il caso e hanno deciso che il reato non esiste. Secondo la legge o meglio, sempre secondo queste 2 giudici donne non è stata violata la mia privacy. Secondo loro no”.

La famosa soubrette è davvero amareggiata e indignata. “Sono indignata ed offesa perché non mi sento tutelata come essere umano e come donna e – ha detto Paola -, come ho già detto più volte, in un momento così delicato per l’universo femminile che sta vivendo un periodo tragico dove tutti i giorni si urla e si chiede rispetto e più tutela , bene mi e vi chiedo se questo vi sembra un messaggio, un esempio di rispetto.. Questo è un affronto – ha sottolineato – è una delinquenza legittimata, un reato, un gesto pari a quello di chi,senza scrupoli, pubblica sui social foto a tradimento di compagni di classe, amici/ conoscenti… bene quando leggiamo con indignazione queste notizie sui giornali, compreso quello in questione, urliamo tutti al bullismo… e questo cos’è? Non raccontatemi che un personaggio pubblico deve accettare tutto lo schifo. In quel momento io ero Paola a casa mia, appena sveglia… non c’era nulla di pubblico. Se fosse successo a voi che archiviate il caso come l’avreste presa? Viviamo in un sistema che fa acqua da tutte le parti – ha asserito -, so che ci sono argomenti decisamente più importanti sui quali soffermarci, ma se vogliamo davvero che cambino le cose, le battaglie devono partire da ognuno di noi… a questo punto il procedimento penale è CHIUSO. Accetto, mio malgrado la giustizia – ha concluso -, se così si può chiamare, e la sconfitta, ma c’è una cosa a cui non rinuncio: la dignità. #accettomanoncondivido”.