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Papa Francesco e il monito sul lavoro: Bergoglio fa a pezzi sindacalisti e politici

Papa Francesco ha lanciato un nuovo e forte monito alla classe politica in materia di lavoro durante il discorso inviato ai delegati al Congresso nazionale della Cisl, che ha ricevuto questa mattina in Aula Nervi prima dell’Udienza Generale. L’amatissimo e popolare Papa Bergoglio è tornato ad attaccare i politici, denunciando una situazione davvero paradossale e vergognosa causata da leggi che aumentano la precarietà e colpiscono sempre di più le nuove generazioni.

Papa Francesco – Foto: Facebook

Dopo la proposta di scomunica ai mafiosi e corrotti, il papa è tornato ad affrontare uno dei temi più snobbati e umiliati dalla casta politica: il lavoro. Già lo scorso mese, il pontefice aveva dichiarato con fermezza: “Senza lavoro, non ci sarà dignità per tutti“.

Ora il capo della Città di Vaticano ha tenuto un altro discorso di grande levatura sociale, politica e culturale. Purtroppo né in Italia né in Europa ci sono leader politici così lungimiranti, intelligenti, sensibili e umili.

“E’ una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare – ha sottolineato Papa Francesco – quando dovrebbero farlo per loro e per tutti”.

Ha toccato poi il tema delle pensioni d’oro, sottolineando che ci vorrebbe un nuovo patto sociale, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per permettere ai giovani, che ne hanno il diritto-dovere, di lavorare: “Le pensioni d’oro sono u’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni”.

Poi ha strigliato i sindacalisti… “Il sindacato è una bella parola che proviene dal greco syn-dike, cioè ‘giustizia insieme’. Non c’è giustizia insieme – ha scandito il pontefice – se non è insieme agli esclusi. Il buon sindacato rinasce ogni giorno nelle periferie, trasforma le pietre scartate dell’economia in pietre angolari. Il capitalismo del nostro tempo non comprende il valore del sindacato, perché ha dimenticato la natura sociale dell’economia, dell’impresa. Ma forse la nostra società non capisce il sindacato – ha continuato il Papa – perché non lo vede abbastanza lottare nelle periferie esistenziali. Non lo vede lottare tra gli immigrati, i poveri, oppure perché la corruzione è entrata nel cuore di alcuni sindacalisti”.