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Peacock: significato, trama e finale del film con Cillian Murphy

Un thriller drammatico e pieno di mistero: è questo che ci si deve aspettare da Peacock, il film diretto da  Michael Lander nel 2010 dai personaggi ambigui. Cosa c’è da sapere su Peacock?

Cillian Murphy in Peacock- foto youtube.com

Quando Peacock è uscito nelle sale nel 2010 non ci aspettava certamente di arrivare alla fine del film con interpretazioni diverse sui personaggi e qualche domanda.

Sì, il thriller psicologico portato da Cillian Murphy, Ellen Page (ora Elliot Page) e Susan Sarandon sul grande schermo finisce in modo abbastanza chiaro, ma lascia aperta la porta a vari possibili sviluppi e a vari interrogativi sui personaggi.

Trama

Un impiegato di banca di nome John Skillpa (Cillian Murphy) vive da solo dopo la scomparsa della madre a Peacock, una piccola cittadina del Nebraska, ma il motivo per cui preferisce restare nell’anonimato è nascondere il suo segreto: ha una doppia personalità causata dagli abusi perpetuati dalla madre.

L’alter ego di John è Emma, una donna che svolge i lavori domestici mattinieri: pulisce, fa il bucato, prepara la colazione. Un giorno, mentre sta stendendo la biancheria all’esterno nei panni di Emma, si ritrova un vagone di un treno merci deragliato in giardino. Questo evento lo porta all’attenzione di tutti.

John è costretto a mentire dicendo di essersi sposato in segreto con Emma e da quel momento in poi inizia a far credere a tutti di avere una moglie.

Il sindaco Ray Crill (Keith Carradine) e sua moglie Fanny (Susan Sarandon) provano a convincere John a dare il consenso per ospitare una manifestazione della propria campagna elettorale nel giardino in modo da usare l’incidente contro l’avversario ma, mentre lui si mostra restio, Emma acconsente subito.

Il giorno dopo, però, John ha un crollo al lavoro quando incontra i coniugi Crill e scopre che sia lui che Emma devono essere presenti alla manifestazione. Così  telefona all’impresa ferroviaria e la invita a rimuovere il treno dal suo giardino.

Le cose si complicano ulteriormente quando Maggie Bailey (Ellen Page/Elliot Page), una ragazza pagata dalla madre di John in passato per avere rapporti sessuali con lui, con bussa a casa di John. La ragazza le rivela di avere avuto un assegno di mantenimento dalla madre per lei e suo figlio Jake (che in realtà è figlio di John). Ora vuole altri soldi per lasciare la città. John sale al piano di sopra e diventa Emma.

Maggie si sente male ed Emma è costretta a riaccompagnarla a casa.  È così che scopre che il figlio della ragazza, Jake, in realtà è suo figlio. Emma le suggerisce di andare nella casa per donne di Fanny, ma la ragazza rifiuta l’idea.

John va a trovare Maggie e accetta di darle i propri risparmi e di accompagnarla a Madison mentre Emma le propone un lavoro in banca per non farle lasciare la città.

La situazione precipita quando John chiede a Maggie di incontrarlo al motel quella sera per darle i soldi, ma nel frattempo nelle vesti di Emma seduce un uomo al bar, lo porta nella stanza prenotata come John e lo uccide colpendolo e dandogli fuoco insieme al motel. All’arrivo di Maggie, però, si crede che l’uomo morto sia John.

Arriva il giorno della manifestazione ed Emma si chiude in casa insieme al piccolo Jake ma, temendo di replicare gli abusi della madre, torna su i suoi passi e raggiunge Maggie per darle i soldi necessari a lasciare Peacock.

Nella scena finale si vede Maggie con in braccio Jake che scende le scale del porticato mentre il piccolo tiene in mano un giocattolo di John che Emma gli ha regalato. Emma invece si chiude in casa.

Peacock: Significato del film

Il film Peacock è un thriller psicologico caratterizzato da personaggi complessi che può essere letto in modi diversi.

Si può partire dalla traduzione di Peacock, cioè è “pavone”, quasi a paragonare la coda bellissima del pennuto alla trasformazione del protagonista in Emma. Questo lo rende diverso ma uguale allo stesso tempo.

Il film richiama alla mente il capolavoro di Alfred Hitchcock (Psyco), ma ciò che ha provocato il disagio di John è soltanto abbozzato tramite flashback e discorsi fuori-campo. Il resto lo fa l’immaginazione dello spettatore.

Se guardiamo a John è facile pensare che la morte della madre non lo abbia liberato dalla sua presenza ingombrante. Nei panni di Emma, infatti, si veste e si comporta come lei. Ma non si capisce se lo fa essendo cosciente fino in fondo. Dove finisce il ricordo e dove inizia il Disturbo Dissociativo dell’Identità?

Al contrario Emma non ci sembra affatto il tentativo di ricordare la madre, anzi è un personaggio che vive di vita propria, interagisce con il mondo e prende decisioni per conto suo. È molto diversa da John (introverso e riservato). Forse è per questo che alla fine John decide di non sviscerare il rapporto irrisolto con la madre e annientarsi in favore di Emma inscenando la sua morte.

Dalla spirale senza ritorno, però, John/Emma riesce a compiere un atto d’amore sincero, quello che la madre non è stata in grado di fare: allontanare Jake da lui, dalle sue ossessioni e dalla città.