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Pippo Baudo racconta la sua vita e carriera in un libro

Pippo Baudo racconta la sua vita e carriera in un libro intitolato “Ecco a voi: Pippo Baudo, una storia italiana”, scritto dal celebre e stimato conduttore con Paolo Conti. Uno dei mostri sacri della televisione italiana ha sempre sognato fin da piccolo di lavorare in questo settore. «Fu una vera e propria vocazione. Mi dissi: “Voglio stare lì dentro, in televisione, lavorare per questo mezzo nuovissimo, affascinante. È il futuro. Lì, da adesso in poi, succederà tutto”».

Pippo Baudo con altri compianti conduttori tv – Foto: Facebook

Nel suo libro il famoso e popolare conduttore tv Pippo Baudo ha raccontato tanti episodi legati alla sua carriera e ha descritto il suo rapporto con tanti e illustri personaggi del mondo della politica, dell’imprenditoria e dello spettacolo.

Molto speciale il suo legame con Mike Bongiorno: «La stampa si divertì a creare una rivalità. Ovviamente era falsa, eravamo amici e ci stimavamo. Però stavamo al gioco. Quando Mike faceva gli spettacoli di piazza, e sapeva che dopo qualche giorno sarei passato io, diceva sempre: “Mi raccomando, quando arriva Pippo Baudo ditegli che ho parlato male di lui”. E io facevo lo stesso. Ma quando arrivai in Fininvest, fu l’unico a dimostrarsi mio amico».

Indimenticabile e incredibile il ricordo relativo al primo show del comico e fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo: «Una sera del 1977, mentre cenavo, il proprietario del locale mi disse che più tardi si sarebbe esibito un comico genovese. Incuriosito, chiesi a un bel ragazzo che era davanti alle scale a che ora cominciasse lo spettacolo. Lui rispose: “Se scendi, cominciamo subito”. Era Beppe Grillo. Mi accomodai in sala: ero l’unico spettatore. Pensai che il ragazzo avrebbe sospeso lo spettacolo. Ma lui mi chiese di restare seduto – ha continuato Baudo – con la mia presenza avrei dovuto rappresentare tutti gli assenti. Fu una serata indimenticabile, in cui fui obbligato a ridere, applaudire, chiedere il bis. Tutto a comando di Grillo. Mai visto un talento così».

Terribile il ricordo relativo al suo mancato ingresso in Fininvest dopo aver rotto con il presidente della Rai Manca: «Andai ad Arcore per un incontro chiarificatore. Mi accolse la mamma di Silvio, che si dichiarò mia grande ammiratrice…». Baudo propose di rescindere il contratto. «Dopo lunga meditazione, Berlusconi mi disse che avrei dovuto pagare una penale: “Tu sei proprietario di un palazzo sull’Aventino, di fronte ai miei stabilimenti”. In effetti era vero, avevo comprato quel palazzo con i miei risparmi, e ritenevo fosse un investimento giusto per il mio futuro. Era un palazzo di quattro piani più un attico con un terrazzo che si affacciava su tutta Roma. Non capii perché lo chiamasse in causa, ma Berlusconi me lo spiegò subito. “Come penale che devi pagare, anche per dare un esempio agli altri dipendenti della mia azienda, mi cedi il palazzo e anche il bar che sta accanto”. Chiesi tempo per riflettere, ma Silvio continuò: “Nella camera accanto c’è il notaio che ha già redatto il compromesso”. Si aprì la porta, entrò il notaio, lesse il compromesso e come un automa firmai. In pochi minuti avevo perso lavoro e patrimonio».