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Poletti e la frase sui giovani italiani all’estero: è polemica

Ha creato un grande scompiglio la frase di Poletti, membro del nuovo governo Gentiloni, in merito ai giovani italiani che hanno deciso (spesso per necessità evidente) di trasferirsi all’estero e di lavorare lì.

Poletti

Si parla di circa 100 mila ragazzi che sono ‘scappati’ dall’Italia, una vera e propria fuga di cervelli che dovrebbe preoccupare i nostri politici. Per Poletti, però, “non è che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perchè sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Il ministro, dopo le polemiche, si è però scusato facendo marcia indietro: “Mi sono espresso male, e me ne scuso”.

Poletti ha spiegato che “non è giusto affermare che a lasciare il nostro Paese siano i migliori e che, di conseguenza, tutti gli altri che rimangono hanno meno competenze e qualità degli altri. Ritengo, invece, che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all’estero, ma che dobbiamo dare loro l’opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie”. Una marcia indietro che ha decisamente più senso, ma che non ha messo fine alle polemiche politiche.

Gli esponenti dei 5 Stelle, infatti, sono stati molto duri. Luigi di Maio ha scritto su Twitter: “Giovani umiliati da voucher e insultati da Poletti. Vada via lui, non i giovani”. Anche Stefano Fassina considera vergognoso il giudizio del ministro sui ragazzi e le ragazze che sono costretti a lasciare l’Italia per trovare un lavoro dignitoso. I più indignati di tutti, ovviamente, sono i ragazzi italiani, disoccupati e senza speranza, che non vedono altra via d’uscita che la partenza per l’estero, per chi se la può permettere.