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Principesse di Etiopia difendono il padre attualmente in carcere: “Lo amiamo e siamo fiere di lui”

Principesse di Etiopia hanno difeso a spada tratta il padre, attualmente in carcere con l’accusa di truffa a Lugano, durante l’ultima puntata del Grande Fratello Vip 6. Jessica, Clarissa e Lulù Hailé Selassié sono state invitate a parlare anche della loro discendenza reale, messa in discussione negli ultimi giorni dal fragoroso scoop diffuso dal settimanale Oggi.

Sorelle Selassie – Foto: Dagospia.com

«Se non fossimo principesse non saremmo venute qui – hanno dichiarato le sorelle Selassie in diretta tv al GF Vip 6 -, sapevamo che sarebbe potuta uscire una notizia del genere. Quarantasette anni fa c’è stata una rivoluzione che ha spodestato il nostro bisnonno. Mio padre — ha sottolineato Jessica — è riuscito a scappare (sarebbe stato proprio il giardiniere a portarlo in salvo, ndr) e, arrivato in Italia, ha cambiato nome per salvarsi la vita. Poi è andato a Londra a recuperare i contatti con i componenti della sua famiglia sparsi per il mondo. Sappiamo chi siamo e non ci vergogniamo».

In merito alla detenzione del loro padre, le concorrenti del GF Vip 6 hanno dichiarato: «Non è una notizia nuova, lo sapevamo». Così le tre sorelle Selassié hanno commentato la notizia dell’arresto del loro papà, Aklile Berhan Makonnen Hailé Selassié: «Siamo al Grande Fratello Vip per tenere alto il suo nome. Non ci vergogniamo, amiamo nostro padre e siamo fiere di lui. Conosciamo la verità. Ci dispiaceva non poterne parlare pubblicamente, non ci sentivamo di condividere il nostro dolore».

Jessica ha poi letto il comunicato stampa della sua famiglia: «La famiglia Selassiè in merito alla notizia che riporta illazioni sulla sua discendenza può solo dire che il suo cognome e i suoi rapporti di parentela sono certificati sia dallo Stato Etiope che dallo Stato Italiano. Esistono documenti ufficiali che lo dimostrano e che saranno mostrati nelle sedi opportune qualora ce ne fosse bisogno. Ci teniamo a specificare che la nostra famiglia è unita più che mai. Christian, Lucrezia, Jessica e Clarissa sono dei ragazzi di sani principi e di valore. Non meritano la sofferenza di qualsiasi gogna mediatica. Invitiamo i ragazzi a non farsi turbare da questa notizia. Chiunque faccia illazioni in merito a quanto specificato in questa sede se ne prenderà la responsabilità».