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Professore disabile nelle grinfie di 4 studenti bulli


Professore disabile
nelle grinfie di 4 studenti bulli.  E’ accaduto a Manfredonia dove quattro studenti di  un professore  affetto da disabilità motoria sono stati fermati a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i minorenni di Bari, Antonella Triggiani, su richiesta del pm Carla Spagnuolo. I quattro, un 16enne, un 17enne e due 15enni  sono stati fermati a seguito delle indagini che hanno potuto constatare come il povero professore fosse continuamente minacciato per estorcergli del denaro. I due quindicenni  sono sottoposti a custodia nelle loro abitazioni, mentre gli altri due avviati alla comunità di recupero.
La storia andava avanti da diversi mesi durante i quali i quatto bulli avevano cominciato con l’estorcere piccole somme, 5€, per poi arrivare anche a 20€ a settimana, sotto la minaccia di incendiare la macchina del professore dotata di comandi speciali adatti alla sua disabilità. Erano arrivati anche ad inseguirlo per strada, a raggiungerlo e a minacciarlo sotto casa, a farsi accompagnare con la macchina dove volevano, insomma una vera e propria persecuzione dalla quale il povero professore non riusciva a sottrarsi per paura di guai peggiori.

Tutto è finito grazie ad una telefonata anonima fatta  lo scorso febbraio alle forze dell’ordine con la quale si segnalavano  diversi episodi subiti da una persona diversamente abile nei pressi della sua abitazione e, in particolare,  minacce che costringevano il malcapitato a consegnare dei soldi a questi ragazzi.
Le indagini hanno così potuto appurare la sconcertante vicenda e smascherare i 4 piccoli delinquenti che, oltre tutto, all’atto del fermo, hanno mostrato atteggiamenti da bulli  e uno di loro ha addirittura minacciato di vendicarsi del professore, questo secondo quanto ha raccontato il dirigente del Commissariato di polizia di Manfredonia, Luciano Di Prisco.

Episodi del genere lasciano veramente perplessi, in particolare per l’età giovanissima degli aguzzini e per il fatto stesso di non aver dimostrato nessun pentimento per quanto fatto.