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Puglia, voto di scambio alle regionali: Michele Emiliano esalta il lavoro dei carabinieri

Puglia, ben 21 persone sono finite in manette nell’operazione antimafia eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari. Le accuse sono pesantissime e gravissime: voto di scambio, associazione di tipo mafioso e coercizione elettorale in concorso alle ultime elezioni regionali in Puglia. Secondo gli inquirenti, i 21 arrestati avrebbero condizionato le elezioni regionali del maggio del 2015 e sarebbero affiliati al clan barese Di Cosola. In manette è finito anche Armando Giove, 47 anni: è il factotum del politico Natale Mariella, che si presentò alle ultime elezioni regionali per I Popolari ma non fu eletto. Secondo le indagini Natale Mariella avrebbe partecipato a diverse riunioni con i presunti appartenenti al sodalizio del clan Di Cosola concordando con loro la corresponsione di 50/20 euro a voto ottenuto. Sul caso è intervenuto il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano in un lungo post condiviso sulla sua pagina Facebook.

Michele Emiliano risponde alle domande dei cronisti - Foto: Facebook
Michele Emiliano risponde alle domande dei cronisti – Foto: Facebook

Il Governatore della Puglia ha esordito così: “Ho appena fatto le mie congratulazioni al Comandante Provinciale dei Carabinieri Vincenzo Molinese per la brillante operazione che ha consentito l’arresto di alcuni esponenti di un clan mafioso della città di Bari. È stato anche arrestato un uomo che aveva consegnato danaro ad alcuni di questi per acquistare voti di preferenza per un candidato consigliere di una delle liste del centrosinistra. Il tentativo di farsi eleggere in questo modo non era riuscito grazie alla saggezza degli elettori”.

Michele Emiliano ha poi proseguito su Facebook: “Ma adesso le indagini dei Carabinieri (appartenenti allo stesso Reparto con quale per anni ho condotto indagini sullo stesso clan mafioso) hanno distrutto per sempre l’immagine ed il nome delle persone coinvolte e dato un insegnamento a tutti coloro che ancora pensano che la politica sia un modo per darsi un ruolo sociale con ogni mezzo. Fare politica invece significa servire le istituzioni e il popolo a prezzo della propria vita. Significa esporsi al rischio di essere insultati o calunniati per avere sempre fatto fino in fondo il proprio dovere. Chiunque pensi ancora di trovare scorciatoie per conquistare il consenso con la corruzione, la minaccia, l’intervento di forze esterne che colmino la mancanza di legame autentico con le persone, lasci perdere.
Non solo perché verrà scoperto ed arrestato – ha concluso Michele Emiliano -, ma soprattutto perché il risultato che conseguirà sarà non solo quello di distruggere se stesso, ma quel che è peggio, rendere più difficile il compito delle persone oneste che fanno il loro dovere e che dovranno faticare ancora di più per avere la fiducia dei cittadini”.