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Renato Zero descrive il suo nuovo album Zero il Folle

Renato Zero ha descritto il suo nuovo album Zero il Folle, in uscita il 4 ottobre per Tattica, in occasione del suo 69esimo compleanno. Il celebre artista italiano ha parlato del suo nuovo tour e del suo nuovo disco ai giornalisti e ai fan, che ha ringraziato per avergli permesso di non allontanarsi dalla sua passione, all’Auditorium Parco della Musica.

Renato Zero – Foto: Facebook

Zero il folle esce sia in formato cd sia in formato lp. Entrambe le versioni saranno disponibili con 4 cover, che vanno a comporre Z E R O. Quattro immagini che, insieme, rappresentano visivamente il disco, con la creatività e la follia che contraddistinguono Renato Zero. Il disco è stato registrato a Londra, prodotto e arrangiato da Trevor Horn (produttore di Paul McCartney, Rod Stewart, Robbie Williams), con cui Renato Zero torna a collaborare dopo l’album “Amo” del 2013.

La prima canzone del nuovo album dal titolo “Mai più da soli” è un atto d’accusa contro i social e la ricerca di follower: “C’è una propaganda all’esposizione, alla fisicità di offrirsi, che non sono più sentimenti, non è più simpatia, non è più il pregio di avere un difetto fisico che ti faccia ricordare in eterno… ma c’è competizione insana di voler somigliare o superare addirittura Chiara Ferragni“.

In conferenza stampa ha affrontato tanti temi, tra cui quello ambientale. Su lla baby icona dell’ambiente Greta Thunberg, il cantautore romano ha asserito: “Se una bimbetta si permette di alzare il dito e dice che non vuole morire intossicata e vuole un mondo pulito, sano, dove crescere, io non lo trovo scandaloso. E non capisco perché sui social delle volte vedo che le viene affibbiato un cartello dove ci sono scritte delle cose che neanche a un politico. Diamo un’occhiata alla nostra coscienza e non stiamo in poltrona a giudicare quello che c’è davanti a noi”.

Il cantautore Renato Zero ha poi analizzato il calo delle nascite: “Il tema dello spopolamento, lo vediamo dai numeri, non ci conforta. Produrre figli significa anche, non per vigliaccheria, ma garantirsi una continuità, e questo avviene soprattutto con la buona tutela che i genitori svolgono presso i figli. Perché fare un figlio e poi lasciarlo andare al proprio destino credo sia una forma criminosa e criminale di pensare al ripopolamento del pianeta. Ho adottato Roberto – ha aggiunto Zero – che mi ha dato due belle nipoti, sono nonno, non faccio parte di quella chiamata alle armi, ma anche io mi sono sentito in qualche modo di non tralasciare quelli che al mondo c’erano già e non avevano un indirizzo. Anche questa è una forma di tutela e di proiettarsi in un futuro un po’ più intimo, personalizzato, perché un figlio non deve essere una copia di noi, ma la nostra possibilità di replicarci al meglio”.

Poi la condanna dell’aborto anticoncezionale: “Esistono delle situazioni in cui non mi sento francamente di mettere questa pratica all’indice, perché se una donna dovesse essere violentata da un estraneo, è un mettere in moto una coscienza che se non sei all’interno del problema non sei in grado di giudicare. Io condanno fortemente l’aborto anticoncezionale – ha affermato – che supplisce alla mancanza di un profilattico o alla spirale o di un mezzo che determini la volontà dell’uomo e della donna di fare o non fare figli. Questa vita nessuno la protegge, è sola, è disarmata, viene attaccata da tutte le parti del mondo. Queste minacce che attentano alla vita – ha concluso – a me mi hanno sempre terrorizzato da una parte ma anche mi hanno messo addosso questo desiderio di denuncia”.