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Rita Rusic parla di Vittorio Cecchi Gori: “Ci lega qualcosa di profondo”

Rita Rusic ha parlato dell’ex marito Vittorio Cecchi Gori in una lunga intervista rilasciata al settimanale F.

Ha ricordato quando e come ha conosciuto l’ex patron della Fiorentina: “Venni a sapere dall’assistente di Celentano, che stavano cercando modelle per il film “Asso”. Decisi di provare. Sul set c’erano Castellano e Pipolo, Celentano, Edwige Fenech, e anche Cecchi Gori. Mi invitarono a pranzo e Vittorio ci provò subito: ‘Se vuoi fare l’attrice ti devi far vedere con un produttore – mi disse – devi venire a Buenos Aires con me’. Pensai: ‘Ammazza che furbo questo!’. Quel giorno presi anche il caffè, ma dato che sono allergica cominciai ad avere l’affanno. Lui mi guardava come per dire ‘Guarda che effetto che gli faccio’”.

Lei rimase folgorata dalla sua sfrontatezza, dal suo lato spiritoso e un po’ infantile: “Avrei dovuto insospettirmi, ma conoscevo poco il mondo. Con Vittorio invece frequentavo persone più grandi, la cosa mi affascinava. Io ero solo una ragazza che andava all’Università”.

A influire negativamente sul loro matrimonio furono la sua gelosia morbosa e la sua ex suocera: “Il maggiordomo mi diceva: ‘Ha telefonato il Signorino Vittorio’ e io: ‘Di nuovo? E che cosa voleva?’ ‘Sapere se era a casa’. Se non c’ero lui faceva contare le mie valigie per assicurarsi che non me ne fossi andata. La madre non mi permetteva di avere niente appeso. Dovevo essere provvisoria in quella casa. Tenevo i vestiti in valigia e solo quando usciva potevo farmi stirare qualcosa. Una volta venne a trovarci Barbara D’Urso, io mi scusai per le valigie, quando alzai gli occhi vidi mia suocera davanti alla porta. Dal giorno dopo, mi concesse un appendino. Quella casa era un altro collegio, un altro campo profughi”.

Poi ha ricordato il giorno del loro matrimonio: “Ero in ritardo, Vittorio chiamava in continuazione. Arrivata fuori dalla chiesa al Gianicolo, tra le lacrime dissi a mio padre che non volevo più sposarmi. Qualcuno avvertì Vittorio che venne a prendermi. Continuavo a ripetergli, ‘Entro ma non firmo’. Sull’altare mi disse: Piantala di fare la ridicola, firma e non rompere, tanto sei sposata lo stesso’. Durante il ricevimento successe una cosa strana: mi si spezzò in due il tacco dalla scarpa. Lo presi come un presagio”.

I rapporti sono migliorati dopo i gravi problemi di salute di Vittorio: “Quando si è sentito male, erano dieci anni che non lo vedevo. Con lui ora c’è un bel rapporto. Quello che mi ha colpito di più quando era in rianimazione imbottito di farmaci, erano le cose che diceva. Senza senso per gli altri, che però io capivo, perché sono la testimone storica del suo passato. Quando lui parla con me, si sente a casa. Poi ha le sue amichette, la sua vita, come io la mia. Ma la cosa bella è che nonostante il rapporto orribile che c’è stato dopo la separazione, abbiamo recuperato la capacità di comunicare. Inoltre c’è qualcosa di profondo che ci lega: il futuro dei nostri due figli. Tutto il resto sono cose da libro Harmony”.