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Roberto Cazzaniga vittima di una mega truffa sentimentale di una finta modella brasiliana: indagate due donne

Roberto Cazzaniga è stato vittima di una mega truffa sentimentale in merito a una finta modella brasiliana Maya Mancini, tra l’altro inesistente, orchestrata da due donne italiane per ben 15 anni. Una delle due, fingendosi Maya e grazie alla complicità di un’amica del pallavolista, pizzicata dalla trasmissione di Italia 1 Le Iene, dopo aver instaurato e coltivato con il pallavolista di Serie B un rapporto telefonico costante fino a convincerlo di vivere una vera storia d’amore, inviando foto della modella Alessandra Ambrosio spacciandole per sue, lo ha convinto di avere bisogno continuamente di denaro per far fronte a spese mediche dovute a gravi patologie, tutte ovviamente fasulle.

Una foto tratta dal profilo Facebook del giocatore di Serie B di pallavolo Roberto Cazzaniga – FACEBOOK/ROBERTO CAZZANIGA

Roberto Cazzaniga, dopo una lunghissima carriera passata tra Superlega, Italvolley e Serie A2, oggi gioca in B a Gioia del Colle. Il 41enne raccontò la truffa subita a partire dal 2008 alla trasmissione di Italia 1 Le Iene. Tutto iniziò quando il milanese classe 1979, aveva conosciuto online una presunta modella brasiliana, di nome Maya.

Sui social c’erano le foto della top model Alessandra Ambrosio, ma i due non si erano mai incontrati e a ‘mediare’ tra i due c’era stata un’amica in comune, di nome Manuela. La fantomatica ragazza brasiliana diceva di vivere a Cagliari e di aver bisogno di soldi per presunti problemi di salute.

Roberto Cazzaniga, convinto di essersi fidanzato con Maya, inviava soldi ad una terza donna, Valeria, che diceva di essere molto amica della modella brasiliana.

Aiutato dai compagni di squadra, dalla famiglia e dagli amici, Roberto Cazzaniga, dopo oltre 13 anni, ha deciso di raccontare la sua storia e di sporgere denuncia alla Guardia di Finanza.

Il sequestro preventivo di beni, eseguito dalle Fiamme Gialle su delega della Procura della Repubblica di Monza, riguarda una minima parte dei 600 mila euro che sarebbero stati sottratti all’uomo con diversi stratagemmi (tra cui ricariche postepay, bonifici,, incluso l’acquisto di un’automobile). Il reato contestato per entrambe le donne è di truffa aggravata e continuata.