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Scandalo molestie, Colin Firth chiosa: “Non lavorerò mai più con Woody Allen”

Da quando la figlia adottiva di Woody Allen, Dylan Farrow, ha accusato il patrigno di averla molestata quando aveva sette anni , la lista di attori e attrici che non vogliono lavorare più con il regista cresce. L’ultimo a girare le spalle al regista newyorchese è Colin Firth: “Non lavorerò mai più con Woody Allen”.

Scandalo molestie, Colin Firth chiosa: “Non lavorerò mai più con Woody Allen”- foto cinema.everyeye.it

Lo scandalo che ha travolto il produttore Harvey Weinstein ha scatenato un effetto domino di accuse e rivelazioni shock sugli abusi di cui sono state vittime numerose donne e molti uomini.

La creazione dei movimenti come Time’s Up e #metoo ha riportato al centro del dibattito pubblico le accuse di molestie rivolte a Woody Allen da Mia e Dylan Farrow.

Dopo che Dylan Farrow era andata per la prima volta in tv a denunciare Woody Allen per molestie sessuali avvenute, secondo lei, quando era bambina, una serie di attrici e attori come Rebecca Hall, Timothee Chalamet, Mira Sorvino, Rachel Brosnahan e Greta Gerwig si sono dissociati dal regista.

Intanto Woody Allen continua a difendersi dalle accuse della figlia adottiva, esattamente come aveva fatto 25 anni fa: “Quando queste accuse sono emerse per la prima volta più di venticinque anni fa, sono stato oggetto di scrupolose investigazioni da parte della Clinica per gli abusi sessuali sui bambini dell’Ospedale di Yale-New Haven e dal Dipartimento per il welfare dell’infanzia dello Stato di New York. Entrambi hanno portato avanti le indagini per diversi mesi e hanno concluso indipendentemente l’una dall’altro che non vi era stata alcuna molestia. Al contrario, hanno trovato probabile che una bambina vulnerabile fosse stata istruita a raccontare la storia da sua madre, arrabbiata, nel corso di una separazione litigiosa.

Moses, il fratello maggiore di Dylan, ha dichiarato di aver visto sua madre fare esattamente quello: istruire implacabilmente Dylan, cercare di convincerla che suo padre era un pericoloso predatore sessuale. Sembra che abbia funzionato e, tristemente, sono sicuro che Dylan creda veramente in quello che dice.

Ma anche se la famiglia Farrow sta cinicamente usando l’opportunità offertale dal movimento Time’s Up per ripetere queste accuse infondate, ciò non le rende oggi più vere di quanto non fossero in passato. Non ho mai molestato mia figlia, e tutte le investigazioni si sono concluse un quarto di secolo fa.

Nessuno sembra più credere alle smentite del regista o all’esito dell’inchiesta che lo scagionò dalle accuse di molestie ai danni della figlia adottiva Dylan.

Le dichiarazioni dell’agente Danny DeraneyThe Guardian  parlano chiaro: “A Hollywood c’è chi lo considera già un pericolo per la propria carriera. ‘La tua performance d’attore non verrebbe neppure presa sul serio. Tutti si chiederebbero, perché hai lavorato con lui?’”.

L’ultimo lavoro del regista newyorchese A Rainy Day in New York è già finito sotto attacco per il tema trattato: evoca una relazione fra una quindicenne e un uomo maturo.

L’unica voce fuori dal coro è quella di Alec Baldwin, tra gli interpreti di “To Rome With Love”: “Attaccarlo è ingiusto e triste. Sono state fatte delle indagini da due stati e non sono state formalizzate delle accuse. Rinnegare lui e il suo lavoro, senza alcun dubbio, ha uno scopo. Ma per me è ingiusto e triste: ho lavorato con Woody Allen tre volte ed è stato uno dei privilegi della mia carriera”.