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Selvaggia Lucarelli contro Luca Morisi: “Quel che accade a lui si chiama conseguenza, nessuna compassione”

Selvaggia Lucarelli ha criticato duramente l’ex spin doctor di Matteo Salvini, Luca Morisi. L’ex social manager del leader della Lega è indagato per cessione di droga. Dopo una perquisizione, nella sua abitazione in provincia di Verona sarebbero state trovate alcune dosi. Morisi aveva lasciato l’incarico di capo della comunicazione social del leader della Lega alcuni giorni fa “per questioni famigliari”.

La giornalista, scrittrice e opinionista tv Selvaggia Lucarelli ha scritto su Il Fatto Quotidiano: “Io non faccio sconti a Morisi, e non si tratta di festeggiare sul suo cadavere. Gli concedo tutto il dovuto garantismo per l’aspetto penale della vicenda e l’assoluta indifferenza, dal punto di vista morale, per droghe consumate e compagnie frequentate. Sottolineo però la sua imbarazzante, viscida incoerenza. E non dimentico le conseguenze dolorose e crudeli delle sue campagne d’odio su avversari grandi e piccoli, seppelliti da insulti e minacce, trattati con la spietatezza del cecchino consumato. Non dimentico con quanta assenza di scrupoli ha sbattuto mio figlio quindicenne sui social della Lega, permettendo che venisse insultato e minacciato, insieme a me”.

E poi ancora: “Non dimentico la vergognosa campagna contro Laura Boldrini, contro Ilaria Cucchi, Michela Murgia e tutte le altre innumerevoli vittime dei suoi pestaggi per niente virtuali. Per cui io le sue scuse fatte per l’unica cosa per cui non doveva scusarsi non solo non le voglio, ma non mi faccio fregare. No, il problema di Morisi non è la droga consumata in casa, ma la propaganda drogata che ha venduto per anni, intossicandoci tutti”.

Ha ribadito la sua posizione anche a Piazza Pulita su La7. “Io non so che problemi abbia Morisi (magari nulla) e neppure mi interessa – ha detto la giornalista e opinionista tv -. Non mi deve alcuna scusa. Tra l’altro, per quello che ne so, come tanti, potrebbe aver fatto uso di droga per alimentare il suo senso di onnipotenza. Del resto, che Luca Morisi avesse l’immensa presunzione di poter controllare tutto è evidente. Non poteva non conoscere il rischio e le possibili conseguenze delle sue condotte. Sapeva che se fosse stato scoperto, avrebbe distrutto tutto quello che aveva creato, con conseguenze devastanti per il suo amico e leader”.

Per poi concludere: “Luca Morisi dovrebbe invece chiedere scusa per aver cucito addosso a Salvini una comunicazione che è non uno strumento politico, ma politica. Politica fatta di reiterato dileggio dell’avversario, istigazione all’odio, sessismo, cherry picking strumentale. Gli concedo tutto il dovuto garantismo per l’aspetto penale della vicenda e l’assoluta indifferenza, dal punto di vista morale, per droghe consumate e compagnie frequentate. Sottolineo però la sua imbarazzante, viscida incoerenza”.