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Serena Rossi racconta la sua storia d’amore con Davide Devenuto

Serena Rossi ha raccontato la sua storia d’amore con Davide Devenuto al settimanale Intimità. Ha parlato anche di nozze e figli. La mamma vip del piccolo Diego sogna di regalare un fratellino o sorellina al primogenito, ma non nell’immediato.

Serena Rossi – Foto: Facebook

La bella attrice e cantante napoletana e il compagno Davide Devenuto, uno dei volti storici della soap-opera di Rai 3 Un posto al sole, stanno vivendo un periodo magico anche grazie al loro piccolo principino.

“L’allatto ancora – ha detto Serena -, ma non credo che si svegli perché ha fame: vuole le coccole. Sta anche mettendo i dentini, per cui è un po’ agitato. Da quando siamo tornati dalle vacanze dorme nella sua stanzetta, di fronte alla nostra. Ma io, come credo gran parte delle mamme, ho il radar incorporato: lo sento un secondo prima che si svegli, è una cosa incredibile. Già, il sonno non è più profondo come un tempo e mai più lo sarà. Ecco perché dico: Il secondo figlio? Aspettiamo, che è meglio”.

Lei sta attendendo con ansia la proposta di nozze: “Da buona femmina napoletana il matrimonio lo sogno, ma richiede tanta organizzazione anche quello, inoltre Davide e io ci sentiamo già una famiglia. La famiglia è laddove c’è amore e nella nostra ce n’è veramente tanto. Poi… vedremo: le nozze non le escludo”.

Davide è l’uomo della sua vita, non ha dubbi. “Ormai sono quasi dieci anni che stiamo insieme – ha spiegato Serena -, fra noi non sono mancati i momenti difficili, ma le cose le abbiamo sempre messe a posto con la pazienza e la costanza. Sono cresciuta in una famiglia super solida, i miei nonni stanno insieme da 60 anni e l’imminente arrivo della prima decina anche per me e Davide mi sembra na’ favola. E dire che all’inizio, quando l’ho conosciuto, non lo sopportavo, mi stava antipatico. Poi siamo diventati amici e ho cominciato a modificare i miei giudizi, finché, dopo una serata insieme, che doveva essere così, leggera, tempo tre mesi vivevamo già sotto lo stesso tetto e sognavamo un figlio”.