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Shame, a Venezia arriva Steve McQueen

Steve Mc Queen e Fassbender tornano a lavorare insieme. Dopo il successo di Hunger (che tre anni fa ottenne ottimi riscontri ma – nonostante ciò – non arrivò mai nelle sale italiane), il duo ci riprova presentando Shame, film dalle grandi ambizioni qualitative che partecipa al Festival del Cinema di Venezia.

Il film ruota principalmente intorno alla figura egocentrica del protagonista, Brandon. Un uomo dal comportamento ai limiti della moralità, che non perde occasione per soddisfare i propri istinti con vizi e virtù del proprio mondo: dal sesso occasionale a quello a pagamento con le prostitute, dalla masturbazione all’utilizzo della pornografia. In merito, McQueen sostiene di aver semplicemente dato spazio a tutto ciò che oggi contraddistingue il mondo: “Le compulsioni sono intorno a noi” – ha dichiarato il regista – “e ce lo hanno confermato molte persone con esperienze simili a quella di Brandon (appunto, il protagonista, ndR), che abbiamo incontrato facendo ricerche per il film”. Ma c’è qualche riferimento a un personaggio pubblico o comunque esistente? “No” – avrebbe risposto McQueen – “nessun riferimento a qualcuno in particolare”.

Nonostante le particolarità e gli stravizi del protagonista, McQueen esprime tutta la propria solidarietà e vicinanze a Brandon: “A me piace” – ha esclamato il regista – “è asciutto, difficile, ma non è cattivo o repellente e non è poi così distante da molti di noi. È un uomo danneggiato” – ha poi concluso McQueen, che si è soffermato a lungo sull’esprimere il proprio giudizio straordinariamente positivo sulla città che fa da sfondo (e da co-protagonista) ai personaggi: “New York è una città meravigliosa e affascinante, ma dove si può sentire un senso di isolamento. È perfetta per questa storia”, ha poi dichiarato il regista, che ha ammesso il proprio innamoramento cinematografico per una metropoli che nel corso degli anni ha stregato migliaia di artisti.