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Si ammala di gioco dopo aver assunto un farmaco per il Parkinson: perde 300mila euro

Si ammala di gioco dopo aver assunto un farmaco per il Parkinson: perde 300mila euro. Ecco la storia drammatica di Paolo Chisci, 78 anni, che vive da alcuni anni nella casa di riposo di Marina di Carrara.

Slot machine – Foto: Pixabay.com

A causa dell’effetto collaterale di un farmaco, il Mirapexin, utilizzato per rallentare i sintomi del morbo di Parkinson, Paolo Chisci nel giro di tre anni ha “bruciato” trecentomila euro, praticamente tutti i risparmi di una vita.

Davanti alle slot machine c’è stato anche otto ore di fila, come in un normale turno di lavoro. «Per tutta la vita ho giocato solo a tombola – ha detto Paolo -, dopo il pranzo di Natale. A settant’anni è cambiato tutto: mi alzavo da letto solo per andare a comprare i gratta e vinci, a 500 euro alla volta. E per attaccarmi alle slot machine».

I medici dell’Asl Versilia ai quali si è rivolto nel 2005 avrebbero dovuto informarlo e avrebbero dovuto dirgli che, fra gli effetti collaterali del farmaco che gli prescrissero in una comunissima ricetta medica, c’era il gambling, la patologia del gioco d’azzardo compulsivo. In primo grado il tribunale di Viareggio aveva bocciato la richiesta di risarcimento.

Ora il giudice ausiliario Carmela Di Genio e il presidente Maurizio Barbarisi della seconda sezione civile (terzo collegio) della Corte di appello di Firenze con la sentenza numero 1344 hanno riconosciuto al pensionato il risarcimento per il mancato consenso informato. Inoltre la Corte ha condannato l’Asl della Versilia a risarcire le spese legali (tremila euro ciascuna) alle case farmaceutiche, Boeringher e Eli Lilly.