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Silvio Berlusconi dopo i ballottaggi invoca l’unità dei moderati: il no di Salvini e Meloni

Silvio Berlusconi dopo i ballottaggi 2017 ha invocato l’unità dei moderati in vista delle prossime elezioni politiche. Matteo Salvini della Lega Nord e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia frenano. “Gli italiani ci chiedono di essere uniti e di cambiare il Paese – ha commentato l’ex presidente del Consiglio dei ministri e leader di Forza Italia – e ci hanno dato il mandato di cambiare il futuro delle nostre città. È una responsabilità forte nei loro confronti che avverto pienamente e della quale sono pronto a farmi carico, con Forza Italia e tutta la coalizione”.

Silvio Berlusconi – Foto: Facebook

Il compagno di Francesca Pascale ha continuato in una nota: “Dai risultati delle comunali si può ripartire con un chiaro profilo liberale, moderato, basato su radici cristiane, secondo il modello di centrodestra vincente in tutta Europa e oggi anche in Italia”.

La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha subito fatto a pezzi la linea dal profilo moderato dell’ex premier Berlusconi: “La moderazione è una categoria che in politica non esiste più. Gli italiani ci hanno fornito un’indicazione chiara: se il centrodestra mette in piedi un programma serio, con persone credibili, che dica ‘prima gli italiani’, non c’è partita: né contro il servilismo di Renzi, né contro il qualunquismo di Grillo, che sono due facce della stessa sinistra“.

Anche Salvini boccia il progetto politico di Berlusconi. “Abbiamo fatto 30 – ha affermato in conferenza stampa -, facciamo 31. Se dopo decenni ci chiedono di governare Genova, Pistoia o Sesto San Giovanni, vuol dire che possiamo governare anche il Paese. Con idee chiare, senza tentennamenti fra stare o no con Renzi. Siccome la matematica non è un’opinione, nei centri più importanti al voto dove il centrodestra ha vinto la Lega è il primo partito a Genova, Monza, Alessandria e Verona. Abbiamo quattro consiglieri comunali a L’Aquila, per la prima volta nella storia. Abbiamo eletto 32 consiglieri comunali in Sicilia e cinque a Ladispoli. Questo dedicato a chi dice che sotto il Po la Lega non c’è. Sotto il Po a volte la Lega fa risultati migliori rispetto agli alleati”.