Quantcast

Slow Food lancia #RunningForClimate in Groenlandia: un’impresa estrema dell’attivista Oliviero Alotto

Slow Food ha lanciato #RunningForClimate in Groenlandia, un’impresa estrema dell’attivista Oliviero Alotto per raccontare come i cambiamenti climatici incidono sull’ambiente, gli animali e le comunità locali. Secondo l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), entro la fine del secolo, in mancanza di limitazioni delle emissioni di gas serra, la temperatura media sul Pianeta è destinata ad aumentare di 4°C e oltre, ma già con un aumento di 2°C si prevedono gravissime conseguenze ambientali e sociali.

I ghiacciai, che coprono il 10% della superficie terrestre, stanno rapidamente scomparendo: dal 1994 a oggi abbiamo perso circa 400 milioni di tonnellate di ghiacciai all’anno.

In Groenlandia nel 2003 scomparivano ogni anno 111 chilometri cubi di ghiaccio. Dieci anni più tardi, la cifra è quasi quattro volte più elevata: 428 chilometri cubi (Istituto danese Dtu Space Lab, 2019) con una crescita molto più veloce del previsto. In Italia oggi rimane circa un terzo dei ghiacciai alpini rispetto a due secoli fa.

A livello globale la sola produzione di cibo è responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra, 21% (Ar5 Ipcc 2014; The state of food and agriculture by FAO 2015). Sempre secondo la Fao, nel 2012, le emissioni generate dall’utilizzo di fertilizzanti sintetici hanno rappresentato il 14% del totale di quelle agricole. Si tratta della fonte di emissioni del settore primario a più rapida crescita: dal 2001 è aumentata del 45% circa (Fao 2015, Food Wastage Footprint: Impacts on Natural Resources).

Nel periodo 1990-2005, il 71% della deforestazione in Argentina, Colombia, Bolivia, Brasile, Paraguay, Perù e Venezuela è stato causato dalla crescente domanda di pascoli (FAO 2012, Livestock and Landscape).

Il continente africano è responsabile solo del 4% delle emissioni di gas serra (Commissione dell’Unione Africana).

Il progetto

Una corsa in solitaria, un’impresa estrema per denunciare le conseguenze dei cambiamenti climatici e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di fare ognuno la propria parte, a cominciare da poche semplici azioni da compiere nella propria vita quotidiana. È Race against Time, l’iniziativa che Slow Food lancia insieme a uno dei suoi leader e attivisti, il torinese Oliviero Alotto che dal 3 al 6 giugno percorrerà oltre 200 km raccogliendo fondi per il progetto 10 mila Orti in Africa.

L’impresa infatti toccherà gli spazi lasciati liberi dal ritiro dei ghiacciai sulla più grande isola del Pianeta, per unirli idealmente con un altro luogo che, pur privo di responsabilità, oggi sta già pagando pesantemente gli effetti dei cambiamenti climatici: il continente africano.

Race against Time è infatti l’occasione per rilanciare uno dei progetti più importanti del movimento: la campagna di raccolta fondi a favore degli Orti in Africa di Slow Food.

Ogni chilometro di corsa sarà trasformato in un gesto concreto per il Pianeta e contribuirà alla creazione di un orto in Uganda, per permettere ai bambini della scuola di Kachwamba e alla comunità di quella zona rurale l’accesso a un cibo adeguato, sostenibile per la natura e l’ambiente.

Il decalogo “amico del clima” di Slow Food

Ogni giorno tutti noi possiamo contribuire a mitigare il cambiamento climatico. Ecco qualche suggerimento.
– Il cambiamento inizia dalla lista della spesa: scrivi ciò che ti serve
– Varia i tuoi acquisti e non basarti su criteri estetici
– Cerca cibo di stagione
– Acquista prodotti di prossimità e sostenibili
– Meglio cibo sfuso o imballato con materiali riciclabili
– Controlla le date di scadenza di ciò che hai in frigo e conserva bene gli alimenti
– Libero sfogo alla fantasia: sì alle ricette e no ai cibi pronti
– Rispetta ogni goccia d’acqua
– Mangia meno carne e di migliore qualità
– Evita pesce e carne provenienti da allevamenti intensivi