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Standard&Poor’s e il rating di Italia e Spagna


Standard&Poor’s
dopo il rating dell’Italia, ha tagliato anche quello della Spagna,  portandolo da AA a AA-, un taglio meno pesante di quello effettuato ai danni del nostro Paese. Eppure, le condizioni della Spagna non sono migliori di quelle dell’Italia, anzi tutt’altro, fatta eccezione forse per una presunta fragilità del governo che potrebbe non garantire efficacia nei provvedimenti per  uscire dalle difficoltà economiche.
Ovviamente, che buona parte delle considerazioni sulla solidità del governo italiano derivino dalla, ormai, quotidiana litania di richiesta di dimissioni da parte dell’opposizione, ha poca importanza.

Eppure, la ragione vorrebbe che, in  una condizione come quella attuale, ci si rimboccasse tutti le maniche per cercare di fare, come suol dirsi, quadrato per uscire dalla crisi. Ciascuno dovrebbe dare il suo contributi costruttivo, invece di fare le cassandre  e di puntar semplicemente allo sfascio.
Tanto è vero che, negli ambienti internazionali, il declassamento della Spagna era atteso ben prima di quello dell’Italia.
Vi sono infatti una serie di differenze tra le ragioni per le quali il rating di Italia e Spagna è stato declassato.
Secondo il professor Giovanni Ferri, docente di economia all’università di Bari, le differenze sono, innanzi tutto che mentre la Spagna è stata declassata a AA-, l’Italia ha subito un destino peggiore passando ad  A, quindi un declassamento di due punti di differenza rispetto a quello spagnolo.

Le motivazioni addotte dalla Standard&Poor’s nel declassamento dell’Italia indicano i motivi di bassa crescita legati anche ad una incertezza politica che potrebbe rendere inefficaci  le capacità dell’esecutivo di mettere in atto misure per combattere la crisi. Per la Spagna, invece, si cita la bassa crescita, l’alto tasso di disoccupazione,  la restrizione del credito e l’alto livello del debito privato.
Nonostante le  difficoltà economiche oggettive della Spagna siano più significative di quelle ndell’Italia, il nostro Paese è stato maggiormente penalizzato.
I mercati fiannziari, tuttavia, hanno praticamente disatteso le valutazioni di Standard&Poor’s, tanto è vero che l’andamento  di Piazza Affari è stato in linea con le altre Piazze europee, se non addirittura migliore.