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Studio Oxfam: “Il 5% degli italiani più ricchi possiede tanto quanto il 90% dei meno abbienti”

L’ultimo Studio Oxfam è stato pubblicato, come avviene annualmente, alla vigilia del summit di Davos, luogo di elezione e ritrovo delle élite globali. I risultati raccolti da Oxfam nel rapporto “Bene pubblico o ricchezza privata” evidenziano che il 5% degli italiani più ricchi possiede tanto quanto il 90% dei meno abbienti.

Alla fine del primo semestre del 2018 il 20% più ricco degli italiani deteneva il 72% della ricchezza nazionale (pari complessivamente a 8.760 miliardi di euro, in aumento di 521 miliardi in 12 mesi) e il successivo 20% controllava il 15,6%, lasciando al 60% più povero appena il 12,4% della ricchezza nazionale. Il top 10% della popolazione italiana in termini patrimoniali possiede oltre 7 volte la ricchezza della metà più povera della popolazione. La posizione patrimoniale netta dell’1% più ricco (che detiene il 24,3% della ricchezza nazionale) vale 20 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione italiana. La ricchezza dei primi 21 miliardari italiani della lista Forbes (a marzo 2018) equivaleva alla ricchezza netta detenuta (a fine giugno 2018) dal 20% piu’ povero della popolazione (ovvero 107,1 miliardi di euro).

Le disparità a livello globale

A livello globale aumentano le disparità dei livelli di vita nel pianeta. Il 20% più ricco possiede il 72% del patrimonio totale, mentre il 60% più povero ha appena il 12,4% della ricchezza nazionale. La ricchezza dei 1.900 miliardari più ricchi tra marzo 2017 e marzo 2018 è aumentata di più di 900 miliardi di dollari, pari a oltre 2,5 miliardi al giorno. Di pari passo si registra la diminuzione della quota in mano alla metà più povera del globo (3,8 miliardi di persone), che è scesa dell’11%. Per rendere meglio l’idea del divario, l’Oxfam riferisce che 26 ultramiliardari (contro i 43 del 2017) possiedono oggi la stessa ricchezza della metà più indigente della popolazione mondiale. Una situazione a cui ha contribuito anche il calo della pressione fiscale sui super-ricchi per effetto del taglio delle tasse negli Usa: nei Paesi più sviluppati, l’aliquota massima dell’imposta sui redditi è passata dal 62% del 1970 al 38% del 2013. Facendo i conti, solo 4 centesimi per ogni dollaro raccolto dal fisco vengono dalle imposte patrimoniali.