Quantcast

Taranto, operaio minacciato di morte dai suoi colleghi per il libro denuncia sull’Ilva

Taranto, minacce di morte e intimidazioni shock nei confronti di un operaio che ha scritto un libro in cui ha denunciato le precarie condizioni di sicurezza in cui sarebbero costretti a lavorare i dipendenti dell’Ilva. L’operaio vittima di questa barbarie è Vincenzo De Marco, soprannominato l’operaio-poeta originario di Grottaglie. Sul suo armadietto ha trovato scritte minacciose davvero inquietanti e abominevoli: “A casa tua…nfamò” (A causa tua infamone) e “a murè, okkio” (devi morire, occhio!). Lui non si è fatto intimidire e ha subito presentato denuncia ai carabinieri.

Minacce di morte a un operaio dell'Ilva - Foto: Facebook
Minacce di morte a un operaio dell’Ilva – Foto: Facebook

Il comitato dei Genitori Tarantini ha pubblicamente espresso solidarietà all’operaio Vincenzo De Marco in una nota: “L’Ilva è un’azienda che si regge sul malessere e sul male essere di un’intera comunità. Il dipendente che denuncia il malessere vissuto da tutti – si continua a leggere – viene minacciato dai suoi stessi colleghi, in barba alla più elementare regola di solidarietà della classe operaia. Le scritte apparse sugli armadietti parlano chiaro, ci illustrano il pensiero di uomini striscianti, ci dicono: Non mi importa di morire, non mi interessa che fine farà la mia famiglia. Io devo mangiare! Se ti metti in mezzo, devi morire!”. Per poi concludere: “Taranto è una città sequestrata dallo Stato italiano che protegge una industria fortemente inquinante e in perdita… I Genitori tarantini sono vicini a tutti gli operai che pretendono il rispetto delle leggi“.

L’autore del libro Il mostro di rabbia e d’amore ha ricevuto tantissime testimonianze di affetto e solidarietà da tanti colleghi e dal popolo della Rete. L’Ilva ha espresso vicinanza e solidarietà a Vincenzo De Marco a modo suo. Cioè? E’ stato considerato non idoneo allo svolgimento della sua mansione!

La notizia è stata resa nota dallo stesso operaio originario di Grottaglie sul suo profilo Facebook. “Una storia tutta italiana – ha scritto ieri sera Vincenzo su Facebook – Vi risparmio il riassunto delle puntate precedenti e quindi parto da oggi. Convocato in direzione alle 08.00, ricevuto alle ore 14.00… Dico le 14.00 per sentirmi dire che sono temporaneamente non idoneo allo svolgimento della mia mansione (5 mesi e poi nuova convocazione). Naturalmente sono non idoneo perché stressato e potrebbe essere un pericolo per me e per gli altri lasciarmi lì. Che premurosi… E intanto? E intanto in attesa di nuova ricollocazione su altri impianti meno stressanti e pericolosi la gentile azienda mi dona spontaneamente una decina (dicono) di giorni a casa a riposare – ha proseguito – per poi richiamarmi e propormi nuove e migliori destinazioni… Fine. Scommettiamo che resto 5 mesi a casa? Aperte le scommesse… Ciao. Per stasera stacco e raccolgo il consiglio di così premurosa azienda tanto attenta alla salute dei propri dipendenti… Cioè riposo. To be continue”.

Vincenzo De Marco post - Foto: Facebook
Vincenzo De Marco post – Foto: Facebook

Esprimo la mia piena, convinta e massima solidarietà e vicinanza all’operaio Vincenzo De Marco, che sta conducendo una battaglia onesta e di civiltà a favore della salute e dei diritti di tutti i lavoratori di un’azienda che continua a inquinare e contaminare il territorio, come hanno documentato anche gli ambientalisti di Peacelink in un video in cui mostrano la fonte da cui esce catrame e pece in una zona al confine nord dell’Ilva di Taranto, in zona Mater Gratiae.