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Tazenda presentano l’album Antistasis: “Il titolo significa Resistenza in greco classico”

Tazenda presentano l’album Antistasis, ventesimo disco nella storia dei Tazenda ed è il primo lavoro di inediti con Nicola Nite alla voce. Il titolo dell’album si traduce in “Resistenza”, dal greco classico. Inevitabile, il riferimento alla pandemia di COVID-19 che ha stravolto le nostre vite da un anno a questa parte.

La band ha dichiarato in conferenza stampa: “Antìstasis, nel greco classico, significa Resistenza. È una parola che Gigi ha tirato fuori, dopo aver guardato La Casa di Carta, secondo me! L’abbiamo nascosta in un’altra lingua, in sardo si dice resistèntzia, quindi era uguale. Parliamo di una resistenza intelligente, filosofica. Il mondo va così, di conseguenza, resistiamo, perché non abbiamo alternative, questo è il concetto. Durante la seconda depressione, chiamiamola così, dopo l’estate, siamo ritornati in sala prove per preparare lo spettacolo che faremo quest’estate. Ciò è stato fondamentale perché ci ha ridato un posto nel mondo. Chi non lavora, inconsciamente, si sente inutile. Ci siamo salvati – ha proseguito -, stiamo resistendo. Il disco era già finito quando abbiamo scelto il titolo ma il titolo si collega bene con il momento. È un titolo che fa capire che un disco pubblicato in questo momento. Cosa ci porterà questa resistenza? La resistenza, per ognuno di noi, ha una forma diversa. La migliore resistenza è quella della saggezza, è quella di accettare le cose”.

Antìstatis arriva a nove anni di tempo dall’ultimo album di inediti, Ottantotto, pubblicato nel 2012. Gino Marielli ha spiegato: “Quando entra un nuovo elemento in un sistema, o esplode o ci vuole il tempo per adattarsi e sopravvivere. Abbiamo prodotto 4-5 singoli in questi mesi, anche di successo come il singolo con i Modà, ma finalmente oggi licenziamo questo disco che, per noi, è il futuro”.

Gigi Camedda ha aggiunto: “Questo è il nostro ventesimo album. Ci siamo presi molto tempo per farlo. Il nostro intento è quello di divertirci mentre facciamo musica. Noi ci divertiamo a fare musica, quindi, l’elemento è sempre uno, la musica”.

Il singolo di lancio dell’album è La ricerca del tempo perduto, ispirato esplicitamente alla celebre opera di Marcel Proust. Gino Marielli ha proseguito: “Io leggo tantissimo, è una delle mie attività più importanti. Il singolo è ispirato a Proust. So tutto di quel libro. Uno dei concetti più belli di quel libro, passato nelle canzoni, è che l’essere umano sente un profumo e ritorna nel passato, in uno stato di fanciullezza ma non con nostalgia. La citazione non è nascosta”.