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Totò Riina: la Cassazione vuole scarcerarlo, ma la Direzione nazionale antimafia frena

Totò Riina è anziano e malato, e pertanto secondo i giudici della Cassazione va scarcerato e ha diritto a una morte dignitosa. Sulla base di queste indicazioni, il tribunale di sorveglianza di Bologna deciderà sulla richiesta di differimento della pena, istanza finora sempre respinta. Il parere della Cassazione ha sconvolto il popolo della Rete e tutta l’Italia onesta e pulita. Una notizia che ha sconvolto, amareggiato e rattristato le famiglie delle vittime di tutte le mafie. La Direzione nazionale antimafia ha però subito frenato, precisando che il sanguinario criminale di Corleone è ancora il capo di Cosa Nostra. Per Cosa nostra è più di un simbolo.

Totò Riina da giovane – Foto: Wikipedia.org

Soltanto due anni fa, Riina fu intercettato dalla Dia nel carcere di Opera mentre affidava al compagno dell’ora d’aria un ordine di morte per il pubblico ministero Nino Di Matteo. “Organizziamola questa cosa – sussurrava con tono deciso – facciamola grossa e non ne parliamo più, perché questo Di Matteo non se ne va. Dobbiamo fare un’esecuzione come quando c’erano i militari a Palermo”.

Una vera e propria condanna a morte di Cosa Nostra, che fece subito scattare il massimo dell’allerta al Viminale. Da quel momento Nino Di Matteo va in giro con quattro jeep blindate, sotto tutela dei carabinieri del Gis e del comando provinciale di Palermo.