Sanremo 2019, Salvini e Di Maio contestano la vittoria di Mahmood: il Codacons presenta un esposto

Il trionfo inaspettato e sorprendente di Mahmood con la canzone Soldi al Festival di Sanremo 2019 sta scatenando un vero e proprio terremoto nello show business nazionale e non solo. Loredana Bertè, Ultimo, Francesco Renga e altri artisti hanno disertato per protesta Domenica In, mandando su tutte le furie la conduttrice tv Mara Venier. I due vice presidenti del Consiglio dei ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno contestato la vittoria di Mahmood.

Le posizioni di Salvini e Di Maio

Nel televoto decisivo della finalissima del Festival di Sanremo, Mahmood aveva ottenuto solo il 14% dei voti, mentre, Ultimo il 47% e Il Volo il 39%. Il leader della Lega ha cinguettato: “Mahmood… mah… La canzone italiana più bella?!? Io avrei scelto Ultimo, voi che dite???”. L’artista italo-egiziano ha risposto così alle critiche del numero 1 del Carroccio in conferenza stampa: “La musica è soggettiva e ognuno ascolta ciò che vuole. Io comunque sono nato a Milano e sono un ragazzo italiano al 100% e faccio Marocco pop”.

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Più che sulle canzoni preferite di ognuno, vedo che c’è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo”. La sua canzone preferita del Festival è stata Abbi cura di me di Simone Cristicchi. Di Maio ha poi lanciato una proposta per Sanremo 2020: “Faccio i miei complimenti a Mahmood, a Ultimo e a tutti gli altri. E ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed ‘élite’. Tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical chic. Per l’anno prossimo, magari -auspica il leader del M5S-il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare!”.

L’esposto del Codacons

Il Codacons ha presentato un esposto all’Autorità per la concorrenza denunciando il meccanismo di voto dell’ultima serata del Festival, che ha di fatto annullato le preferenze espresse dal pubblico con possibile danno economico per i cittadini.

Secondo l’associazione dei consumatori, “nella finalissima il cantante Ultimo è risultato essere il più votato dal televoto, ottenendo il 46,5% dei voti del pubblico, addirittura 30 voti percentuali in più rispetto al vincitore Mahmood, che ha ottenuto solo il 14,1% delle preferenze. Nonostante tali numeri schiaccianti, il voto della sala stampa e della giuria d’onore ha ribaltato la classifica del televoto, assegnando la vittoria a Mahmood”.

Il problema è che, sempre secondo il Codacons, in questo modo “il voto del pubblico da casa è stato di fatto annullato e umiliato, con conseguenze enormi sul fronte economico, considerato che i telespettatori hanno speso soldi attraverso il televoto, un televoto reso inutile dalle decisioni delle altre giurie”. E questo perché per l’associazione che tutela i consumatori, il meccanismo con cui si è scelto Mahmood “sembra aver arrecato un danno a quegli utenti che da casa hanno espresso la propria preferenza (a pagamento) e potrebbe addirittura realizzare la fattispecie di pratica commerciale scorretta. In tal senso il Codacons depositerà domani formale esposto ad Antitrust affinché apra una indagine sulla classifica di Sanremo 2019”.