Michele Dentice rivela: “Le mie lacrime non erano per Roberta Di Padua”

Michele Dentice ha rivelato che le sue lacrime non erano per la dama del trono over di Uomini e Donne, Roberta Di Padua. L’affascinante ex cavaliere partenopeo si è avvicinato a Roberta Di Padua ma, dopo diversi tira e molla, si è visto costretto a chiudere la conoscenza con la dama. Quando lei ha deciso di tornare a frequentare Riccardo Guarnieri, riapparso in studio dopo la rottura con Ida Platano, Michele ha mostrato segni di gelosia e tutti hanno ipotizzato che il cavaliere fosse ancora molto preso dalla Di Padua.

Poi, il fulmine a ciel sereno: il Dentice ha annunciato la sua intenzione di abbandonare il parterre maschile del Trono Over con la voce rotta dall’emozione. Dal momento che tutti hanno ipotizzato che la decisione di Michele fosse dovuta a Roberta, il cavaliere ha deciso di chiarire sul settimane ufficiale del dating show di Maria De Filippi.

“In tanti hanno pensato che le mie lacrime fossero per Roberta – ha detto Michele a Uomini e Donne Magazine -, ma non è così. Ero in una situazione di stress e ansia legate al mio privato. Sono in periodo particolare della mia vita perché, da imprenditore e gestore di palestre, è quasi un anno che la mia attività è chiusa. A questo aggiungiamo altri problemi personali (ora in parte risolti) e la perdita di mia nonna che per me è stata un fulmine a ciel sereno. Quindi, ci tengo a sottolinearlo, Roberta non c’entra nulla con la mia decisione. Se mi avesse chiesto di rimanere – ha continuato -, me ne sarei andato comunque […] Non sono geloso di Roberta e non mi sento secondo a nessuno. Sono consapevole che, se mi fossi comportato diversamente, le cose tra noi sarebbero andate in un altro modo. Non posso essere geloso di una donna che non sta con me. Di una persona che non è la mia persona”.

Per poi aggiungere: “Il programma mi ha fatto capire tante cose di me, e di questo ne sono grato. Ho capito di non essere un uomo facile con cui relazionarsi, soprattutto per una donna, e ho capito che devo imparare a dare oltre che pretendere. Ho capito che alcuni miei atteggiamenti possono sembrare superficiali. Nel contesto dello studio non sono riuscito a farmi capire come avrei voluto: ero entrato per mostrare un lato di me che andava oltre alla mia immagine di palestra belloccio e superficiale, invece non ne sono stato capace: ma è stata colpa mia”.