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USA, Trump ‘perde’ il consigliere per la Sicurezza Nazionale

La squadra di governo del presidente americano Donald Trump perde una pedina importante. Michael Flynn, consigliere per la Sicurezza Nazionale, ha rassegnato le dimissioni. L’ex generale non ha potuto reggere la bufera circa le conversazioni tenute con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti.

Il consigliere per la sicurezza USA Michael Flynn si dimette- foto wkyc.com

Michael Flynn è ‘ricattabile dalla Russia’. È questa l’infamante accusa che il consigliere per la Sicurezza Nazionale ha dovuto subire per quelle conversazioni tenute prima dell’amministrazione Trump.

Di cosa avrebbe parlato Flynn? Secondo la ricostruzione  del Washington Post l’ex generale avrebbe discusso di una possibile revoca delle sanzioni contro Mosca con l’ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak. Queste conversazioni sarebbero avvenute proprio il 29 dicembre scorso, il giorno in cui il presidente uscente Obama annunciava nuove misure restrittive per le interferenze russe nel voto di novembre.

Secondo il Logan Act è illegale per un privato cittadino negoziare con funzionari di governi stranieri che abbiano contenziosi aperti con gli Stati Uniti e all’epoca dei fatti Flynn era ancora un privato cittadino.

Il Washington Post ha sottolineato che l’amministrazione Trump sapeva da tempo della vulnerabilità di Flynn. Alla fine del mese scorso, l’allora ministro della Giustizia ad Interim Sally Q. Yates aveva riferito alla Casa Bianca di Trump che a suo avviso Flynn aveva fuorviato la natura delle sue comunicazioni con l’ambasciatore russo. Per questo il vicepresidente Mike Pence aveva sostenuto sia Flynn che Kislyak pubblicamente: “non avevano parlato di nulla che avesse a che fare con la decisione degli Stati Uniti di espellere diplomatici o imporre censure contro la Russia”.

La lettera di dimissioni di Flynn parla chiaro. L’ex generale ammette di aver tenuto diverse conversazioni telefoniche con vari interlocutori stranieri, ministri e ambasciatori ”per facilitare la transizione e cominciare a costruire le relazioni necessarie tra il presidente, i suoi consiglieri e leader stranieri”. L’ormai ex consigliere per la Sicurezza Nazionale ha precisato ”per via della veloce sequenza di eventi, ho inavvertitamente comunicato al vicepresidente eletto e altri informazioni incomplete sulla mia telefonata con l’ambasciatore russo”.

A poca distanza dall’insediamento dell’esecutivo, Trump deve trovare un candidato per sostituire Flynn. Uno dei nomi quotati per ricoprire l’incarico è David Petraeus, ex capo della Cia. Intanto il neo presidente americano ha nominato Joseph Keith Kellog, capo dello staff del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, come consigliere per la Sicurezza Nazionale ad interim.