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Valentina Dallari di Uomini e Donne: “Quando ti ammali di anoressia non te ne rendi conto”

Valentina Dallari ha parlato dei suoi problemi di salute e della sua battaglia contro l’anoressia in una recente intervista rilasciata a Uomini e Donne Magazine.

Valentina Dallari – Foto: Instagram

Valentina Dallari è attualmente ricoverata in una clinica specializzata a causa di disturbi alimentari. L’ex tronista completerà il proprio percorso verso la metà di agosto e potrà finalmente tornare alla propria vita normale e ricominciare a svolgere la propria professione.

L’ex fidanzata di Andrea Melchiorre sta attraversando un periodo molto difficile e travagliato della sua vita. “Adesso va abbastanza bene – ha detto la dj a Uomini e Donne Magazine – Procedo nel mio percorso a piccoli passi, però importanti. Sono quasi sette mesi che sono dentro la residenza ed esco solo i weekend che mi servono per svagarmi e mettermi un po’ alla prova… è dura, non lo nascondo, ma grazie alla mia famiglia, agli amici e al mio fidanzato, sto cercando di ritrovare la felicità che non avevo da tempo”.

Lei non si era accorta della gravità della sua situazione. Il primo campanello di allarme è arrivato dalla sorella: “Quando ti ammali di anoressia non te ne rendi conto. Le cose che fai, ciò che mangi e tutto il resto ti sembrano normali e adeguate. Ti dà un certo senso di onnipotenza controllare la fame – ha proseguito Valentina -, lo specchio non ti fa vedere come realmente sei, e quindi è impossibile rendersi conto da soli. Quando mia sorella un giorno mi ha detto di volermi ricoverare ho capito che qualcosa non andava. Ero alta un metro e 75 e pesavo 39 chili, ma non mi ero resa conto fosse un problema. Dal giorno dell’ingresso in centro, ho messo in discussione tutta la mia vita fino ad accorgermi, dopo qualche mese di ricovero, di essere realmente ammalata”.

Valentina Dallari non vede l’ora di tornare a vivere una vita normale: “Il mio compagno mi è stato accanto anche nei momenti in cui stavo fisicamente troppo male. Mi aiutava a vestirmi, mi accompagnava a fare le commissioni giornaliere che da sola non riuscivo più a fare. So che ha sofferto molto a vedermi in certe condizioni e abbiamo sofferto anche come coppia: era come se ci fosse un intruso tra noi, e quell’intruso era proprio la mia malattia. Sono molto riconoscente nei suoi confronti – ha concluso -, e con il tempo stiamo riscoprendo il bello di essere una coppia e non più infermiere e paziente”.